Le esolune potrebbero avere le condizioni per sostenere la vita: la clamorosa scoperta

Creando modelli più complessi si potrebbe dimostrare la sussistenza di parametri compatibili con la presenza di forme di vita

Esolune
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Le esolune dei pianeti vaganti potrebbero avere acqua liquida a sufficienza e calore per favorire l'esistenza di forme di vita

Un recentissimo studio pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society ha adombrato l'ipotesi che le esolune che appartengono ai pianeti alla deriva nello spazio interstellare, potrebbero fruire di condizioni e di parametri compatibili con la presenza di forme di vita. Secondo i loro modelli, le temperature di queste esolune sarebbero in grado di sostenere e supportare la vita. Inoltre, attraverso una perfetta combinazione tra la spessa atmosfera di idrogeno e il riscaldamento interno generato dalle sollecitazioni mareali derivanti dall'interazione gravitazionale con il pianeta ospite, si potrebbero creare le condizioni per la presenza di acqua liquida, un parametro che viene ritenuto fondamentale per rendere un pianeta abitabile almeno per un periodo lungo 4,3 miliardi di anni.

La scoperta

Secondo l'equipe di scienziati che ha condotto questo studio coordinato dall'astrofisico David Dahlbüdding del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics in Germania, vi sarebbe una perfetta sovrapposizione tra queste lune che sono collocate a grande distanza dal nostro pianeta e le condizioni che furono presenti nella Terra primodiale in cui “le elevate concentrazioni di idrogeno dovute agli impatti di asteroidi – secondo Dahlbüdding – potrebbero aver creato le condizioni per la vita".

Quante sono le esolune

Sebbene individuare questi pianeti vaganti sia molto complicato, la loro presenza dovrebbe essere piuttosto diffusa tenuto conto che è altissima la percentuale dei mondi che viene scagliata nello spazio interstellare. Considerando l'ipotesi che possano esistere tra i 17 e i 21 pianeti vaganti per ogni stella, secondo una stima del 2023, sarebbero svariati trilioni le esolune che potrebbero teoricamente ospitare la vita. In linea di massima non è ipotizzabile che un pianeta vagante possa ospitare la vita poiché è quasi impossibile immaginare che possa avere acqua liquida al proprio interno. Senza una stella che li riscaldi, questi pianeti non possono offrire condizioni ideali per la presenza di forme di vita. Tuttavia, secondo gli scienziati, la presenza di una stella non va considerata come l'unica condizione per generare calore. Un pianeta scagliato nello spazio interstellare potrebbe aver mantenuto la sua esoluna, che proprio da esso verrebbe riscaldata.


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L'idrogeno potrebbe intrappolare il calore

Affinchè la vita sia possibile, non occorre solo che l'esoluna venga riscaldata dal pianeta, ma anche che questo calore non si disperda nello spazio. Modelli precedenti hanno risolto questo problema con la presenza di una spessa atmosfera di anidride carbonica che intrappolerebbe il calore interno. Recenti studi hanno dimostrato come un'atmosfera di anidride carbonica sarebbe sufficiente a mantenere l'abitabilità delle esolune fino a circa 1,6 miliardi di anni. Sarebbe un tempo considerato sufficiente per l'evoluzione di forme di vita. Alla luce di questa considerazione, l'equipe di scienziati che ha svolto questo studio ha ipotizzato un modello alternativo presupponendo che l'atmosfera non sia composta da anidride carbonica, ma da idrogeno, un gas che ha la capacità di intrappolare efficacemente il calore.

Quando il team ha modellato le esolune con atmosfere di idrogeno, si è trovato davanti ad un modello che offre condizioni favorevoli all'acqua liquida per un periodo massimo di 4,3 miliardi di anni. Ecco perchè in questi ambienti remoti l'abitabilità potrebbe essere ipotizzabile. Ovviamente si tratta di modelli puramente teorici. L'obiettivo futuro degli scienziati sarà quello di creare modelli sempre più complessi in grado di dimostrare con maggiore attendibilità Al momento non disponiamo di strumenti in grado di sondare le atmosfere di queste lune, se ne troveremo, ma ci sono modi per testare ulteriormente l'idea a livello teorico l'abitabilità di questi mondi remoti.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.