Missione su Marte, la microgravità potrebbe danneggiare i muscoli degli astronauti?

I ricercatori hanno esaminato l’impatto della gravità ridotta sul tessuto muscolare scheletrico di 24 topi: ecco cosa hanno scoperto

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Un team internazionale di ricercatori sta indagando su come la gravità marziana possa influenzare l'apparato muscolo scheletrico

La prossima missione su Marte sulla quale NASA e Agenzia Spaziale Nazionale Cinese (CNSA) stanno lavorando alacremente, comporterà notevoli rischi per la salute degli astronauti, oltre a comportare anche delle sfide tutt'altro che facili da vincere anche in termini di sicurezza. Trattandosi di un lungo viaggio che esporrà gli astronauti ai rischi derivanti da esposizioni a radiazioni e agli effetti della microgravità, gli esperti stanno studiando approfonditamente quali potrebbero essere gli impatti di questa missione sulla salute dei partecipanti.

La ricerca sugli effetti della microgravità

La microgravita marziana (circa il 38% di quella terrestre) potrebbe rappresentare, secondo gli esperti, un rischio non indifferente per il tessuto muscolare degli astronauti. Si tratta proprio del tessuto più “abbondante” del corpo umano, fondamentale per deambulare, muoversi ma anche per la salute metabolica. Recenti esperimenti condotti sui topi avrebbero dimostrato come la gravità ridotta possa determinare una sostanziale perdita di forza, dimensioni e prestazioni muscolari. Per dare una risposta a questi interrogativi è stata pubblicata una ricerca condotta da un nutrito team di scienziati che fanno parte di vari eminenti istituti, fra i quali l'Istituto di Medicina dell'Università di Tsukuba, della Tohoku Medical Megabank Organization, dell'Advanced Research Center for Innovations in Next-Generation Medicine (INGEM), del Beth Israel Deaconess Medical Center, del Brigham and Women's Hospital, dello Space Environment Utilization Center della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) e di altre prestigiose università.

Cosa si è scoperto

La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica, Science Advances, si è concentrata in particolar modo su come la gravità ridotta influisce sul tessuto muscolare scheletrico di 24 topi inviati al modulo sperimentale Kibo della JAXA. Le cavie sono state sottoposte a quattro diversi livelli di gravità – microgravità, 0,33 g, 0,67 g e 1 g – per un periodo di 28 giorni. I risultati di questo studio hanno dimostrato come 0,67 g di microgravità sono sufficienti a mantenere le prestazioni muscolari. Si tratta di una soglia critica per mitigare l'atrofia muscolare causata da voli spaziali prolungati.


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Conclusione

La ricerca è stata condotta sottoponendo le cavie ad elettromiografie. Si è anche scoperto che 11 metaboliti delle cavie presentavano variazioni dipendenti dalla gravità, suggerendo che potrebbero fungere da potenziali biomarcatori per monitorare gli adattamenti fisiologici negli astronauti. I risultati di questo studio hanno evidenziato, dunque, la necessità, per la salute degli astronauti che parteciperanno alla missione di Marte, di mitigare la perdita di massa muscolare scheletrica durante il lungo viaggio che li porterà verso il pianeta Rosso.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.