Stelle cadenti 2026, perché la notte migliore non è quella di San Lorenzo

La notte di San Lorenzo 2026 non è la migliore per osservare le stelle cadenti: ecco perché

Cielo Stellato la notte di San Lorenzo sul monte Palanzone, Colma di Sormano, 11 Agosto 2021, ANSA/Andrea Fasani
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La notte di San Lorenzo 2026 non sarà la migliore per vedere molte stelle cadenti

Il 10 agosto rimane tradizionalmente la data associata ai desideri, tuttavia, quest'anno chi desidera osservare un elevato numero di stelle cadenti dovrà attendere ancora qualche giorno. Il periodo più propizio per l'osservazione delle Perseidi sarà nella seconda parte della notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 agosto 2026. Le condizioni previste saranno particolarmente faovrevoli, poiché la Luna sarà nuova e non illuminerà il cielo durante il picco dello sciame meteorico. Tuttavia, ciò non implica che le meteore saranno visibili ininterrottamente né che sarà sufficiente affacciarsi per pochi minuti dal balcone. Per una corretta osservazione è necessario trovarsi in un luogo privo di inquinamento luminoso, con un orizzonte libero e dedicare almeno mezz'ora all'osservazione, evitando soprattutto la luce emessa dagli schermi degli smartphone, che molti tengono costantemente in mano. Ecco cosa riporta vitacasalese.it.

Il 10 agosto è tradizione, non il vero picco

Le lacrime di San Lorenzo sono tradizionalmente associate alla ricorrenza del 10 agosto. Tuttavia, dal punto di vista astronomico, lo sciame meteorico delle Perseidi si manifesta per un periodo esteso, che va dalla seconda metà di luglio fino alla fine di agosto. Il picco di attività non coincide necessariamente con la serata dedicata al santo. Per l'anno 2026, il periodo di maggiore interesse sarà compreso tra l'11 e il 13 agosto, con il massimo previsto nelle ultime ore della notte tra il 12 e il 13 agosto. Anche le notti adiacenti potranno offrire l'osservazione di numerose scie luminose; tuttavia, per coloro che possono effettuare un'unica osservazione, si consiglia di privilegiare la notte centrale, mantenendosi all'aperto fino alle prime ore dell'alba.

Perchè il 2026 sarà un anno speciale

La visibilità delle meteore è influenzata dalle condizioni meteorologiche, dall'illuminazione artificiale e dalla presenza della Luna. Quando il satellite si presenta pieno o particolarmente luminoso, lo sfondo del cielo risulta più chiaro, causando la scomparsa alla vista di numerose meteore deboli. Nel presente anno si verificherà un fenomeno opposto. Il 12 agosto coinciderà con la fase di Luna nuova, pertanto il satellite sarà praticamente assente nel cielo notturno. In condizioni ottimali e in aree lontane da centri urbani, l'attività meteorica può raggiungere un valore prossimo a centro meteore all'ora. Il numero effettivamente osservato da un singolo individuo risulterà generalmente inferiore, poiché dipende dalla porzione del cielo osservata, dalla trasparenza dell'atmosfera e dall'adattamento visivo al buio.


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Dove guardare e quanto aspettare

Non è necesario conoscere tutte le costellazioni per osservare le Perseidi. Sebbene queste sembrino originare dalla regione della costellazione di Perseo, situata a nord-est, esse attraversano l'intera volta celeste. Concentrarsi esclusivamente sul punto di origine apparente può addirittura limitare le possibilità di individuare le scie meteoriche più estese. La strategia più efficace consiste nel scegliere un’area aperta, come un prato, una spiaggia poco illuminata, una collina o un ampio spazio all’aperto. È consigliabile sdraiarsi o utilizzare una sedia reclinabile, in modo da permettere allo sguardo di coprire una vasta porzione del cielo. Dopo essersi sistemati, è necessario attendere circa venti o trenta minuti affinché l’adattamento visivo notturno raggiunga la massima sensibilità. Le ore successive alla mezzanotte risultano generalmente le più favorevoli per l’osservazione. Avvicinandosi all’alba, infatti, aumentano le probabilità di intercettare le particelle rilasciate dalla cometa.

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L'errore più comune è accendere il telefono

Il controllo frequente delle notifiche, anche ogni pochi minuti, può compromettere significativamente l'esperienza dell'attesa. L'asposizione a una luce intensa provoca la costrizione della pupilla e riduce l'adattamento visivo al buio; dopo aver fissato una fonte luminosa, sono necessari diversi minuti pere recuperare la sensibilità visiva. E' pertanto consigliabile impostare preventivamente la destinazione, ridurre al minimo la luminosità dello schermo e, quando disponibile, utilizzare una modalità con luce rossa. Analogamente, è opportuno limitare l'uso di torce, fari dell'automobile e lampade a luce bianca. Infine, l'adozione di una coperta, di indumenti caldi e di un repellente per insetti si rivela molte volte più efficace di qualsiasi applicazione astronomica.

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Telescopo no, fotocamera sì

L'osservazione delle Perseidi mediante telescopio risulta poco efficace, poiché questo strumento inquadra una porzione troppo limitata del cielo, rendendo difficile seguire fenomeni rapidi e imprevedibili. Pertanto, l'osservazione a occhio nudo si conferma come il metodo più adeguato. Per colore che intendono fotografare lo sciame meteorico, si consiglia l'utilizzo di una macchina fotografica in grado di effettuare esposizioni prolungate, munita di un obiettivo grandangolare e supportata da un treppiede. E' opportuno lasciare la fotocamera in funzione in modalità sequenziale, poiché non è possibile prevedere con precisione la posizione delle successive scie luminose. L'impiego del telefono cellulare, sebbene meno affidabile, può comunque consentire la cattura degli eventi più luminosi mediante l'attivazione di una modalità notturna stabile.

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Che cosa cade davvero dal cielo

Le stelle non precipitano realmente. Le Perseidi sono costituite da particelle di dimensioni estremamente ridotte, distribuite lungo l'orbita della cometa Swift-Tuttle. Ogni estate, la Terra attraversa questa nube di detriti: entrando nell'atmosfera terrestre a velocità molto elevate, tali particelle riscaldano e ionizzano l'aria circostante, generando l'emissione luminosa osservata. Questo fenomeno presenta alternanze tra fasi di intensa attività e periodi di relativa quiete. Qualora le condizioni meteorologiche risultassero faovrevoli, la notte tra il 12 e il 13 agosto rappresenterà l'occasione più propizia per l'osservazione. Non sono necessari strumenti particolari, ma soltanto un ambiente privo di inquinamento luminoso, pazienza e una buona adattabilità visiva all'oscurità.

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.