Assegno di Inclusione, se non si adempie a questo obbligo adesso si rischia il carcere
La legge prevede che le variazioni di reddito debbano essere comunicate tempestivamente: ecco cosa si rischia in caso di omissione
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Il giro di vite è stato attuato dall'Inps per evitare truffe e raggiri: ecco cosa fare per non perdere il beneficio
Recentemente la cronaca ha documentato le denunce dell'Inps ad una decina di persone residenti a Benevento che avrebbero percepito indebitamente l'Assegno di Inclusione. Questi soggetti avrebbero percepito oltre 170 mila euro senza averne alcun diritto, in assenza di requisiti reddituali. Questo accade perché coloro che percepiscono l'assegno di inclusione devono comunicare costantemente eventuali variazioni di reddito.
L'errore da non commettere
Molti beneficiari che percepiscono la prestazione, anche in presenza di evidenti variazioni di reddito, preferiscono spesso glissare per poter continuare a percepire la prestazione. Per questa ragione la Guardia di Finanza ha inasprito ai controlli nei confronti di coloro che percepiscono questa misura a sostegno del reddito. Dai controlli in corso sta emergendo una grande quantità di false dichiarazioni o l'esibizione di documenti non idonei. Sono state anche elevate sanzioni pesantissime a coloro che hanno continuato a percepire l'assegno di inclusione nonostante il reddito sia risultato maggiore rispetto a quello dichiarato inizialmente. Questo accade perché il diritto alla percezione dell'Assegno di Inclusione è legato strettamente ai requisiti reddituali.
Gli obblighi da rispettare
Per poter continuare a percepire la prestazione a sostegno del reddito occorre mantenere questi requisiti nel tempo. Ricade sul percettore l'obbligo e l'onere di dover comunicare eventuali variazioni di reddito durante il periodo di erogazione. Va chiarito che non si tratta di una pura formalità, ma di un vero e proprio obbligo che espone i percettori dell'assegno di inclusione a conseguenze di carattere civile e penale. L'assegno di inclusione viene erogato solo ed esclusivamente a quei nuclei familiari che hanno un Isee che non supera i 10.140. Il superamento di tale soglia comporta la decadenza dal beneficio. La legge prevede inoltre che le variazioni di reddito debbano essere comunicate entro 15 giorni. Occorre anche comunicare tempestivamente le variazioni che possono riguardare la composizione del nucleo familiare.
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Le conseguenze civili e penali
La mancata osservazione di queste regole comporta la perdita del beneficio. Nel momento in cui l'INPS accerta l'inadempienza da parte del beneficiario, sospende l'erogazione della prestazione. Se la situazione non viene sanata, la decadenza diventa definitiva. Su coloro che hanno beneficiato indebitamente di somme superiori incomberà anche l'onere di restituire le somme percepite ingiustamente. Per l'omessa comunicazione il beneficiario rischia anche dai due ai sei anni di carcere.
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