Assegno Sociale, a chi spetta nel 2026 e a quanto ammonta

Si tratta della misura assistenziale che è entrata in vigore nel 1996 e che ha sostituito la pensione sociale

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Ecco come funziona l'assegno sociale, a chi spetta e l'importo per il 2026

Chi non ha mai lavorato e non ha mai versato contributi previdenziali avendo raggiunto l'età di 67 anni può richiedere una prestazione assistenziale paragonabile per certi versi alla pensione, anche se con un importo più ridotto. Si tratta dell'Assegno Sociale, il provvedimento assistenziale che è entrato in vigore il primo gennaio del 1996 e che ha sostituito in tutto e per tutto la Pensione Sociale.

Di cosa si tratta

Si tratta di un trattamento minimo che ha un importo fisso e che si può richiedere in presenza di determinati requisiti reddituali ed anagrafici. L'importo dell'assegno sociale viene aggiornato ogni anno e costituisce un parametro fondamentale anche per stimare le altre prestazioni previdenziali che molto spesso si basano proprio su un moltiplicatore del trattamento minimo. Le attuali normative riconoscono l'assegno sociale a tutti coloro che non hanno maturato i requisiti per accedere alla pensione e hanno compiuto 67 anni di età.

I nuovi importi e le soglie

Per ottenere l'assegno sociale occorre essere residenti in Italia. Questa prestazione viene riconosciuta anche ai cittadini extracomunitari che hanno un permesso di soggiorno di lungo periodo e che hanno la residenza continuativa in Italia ad almeno dieci anni. L'assegno può essere richiesto dai soggetti che hanno un reddito annuo inferiore a 7.101,12€ per chi vive da solo, e di 14.202,24 euro per le persone coniugate. L'ultima circolare INPS ha chiarito che per il 2026 la prestazione verrà pagata in 13 mensilità da 546,24 euro l'una. Nel 2025 l'importo della prestazione ammontava a 538,68 euro.


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Le soglie reddituali

Va chiarito che l'assegno viene versato in maniera piena solo a chi ha un reddito pari a zero. Chi percepisce già un reddito, andrà ad incassare un assegno che sarà pari alla differenza tra il proprio reddito e l'importo dell'assegno sociale. Tra i redditi che fanno cumulo vanno anche inclusi i redditi assoggettabili all'Irpef, i redditi assenti da imposta, i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, i redditi di terreni e fabbricati e le rendite vitalizie. Vengono ricomprese anche le pensioni dirette erogati da Stati esteri e gli assegni alimentari. Ai fini del calcolo vengono anche tenute in considerazione le pensioni e gli assegni erogati agli invalidi civili, ai sordi e ai ciechi civili.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.