Canto del gufo: ecco cosa significa sentirlo di notte
di Marco Reda
Cosa significa sentire un gufo cantare di notte: tutti i significati del verso di questo rapace notturno
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Il gufo, un animale notturno dal fascino antico: il suo canto racchiude significati più profondi di quanto si pensi…
Pochi animali riescono ad affascinare l'immaginario umano quanto il gufo. Silenzioso cacciatore della notte, avvolto da un alone di mistero che attraversa culture e secoli, questo rapace notturno ha ispirato leggende, simboli e presagi in ogni angolo del mondo. Eppure, al di là delle interpretazioni curiose e folkloristiche, ciò che rende il gufo davvero straordinario è qualcosa di molto più concreto: il suo canto nella notte. Scoprire cosa sta realmente dicendo un gufo quando canta di notte rivela un mondo ancora più affascinante di qualsiasi mito. Ecco cosa rappresenta, come riportato da FanPage.it.
Territorialità e riproduzione
I gufi, insieme ad allocchi, barbagianni e civette (ovvero la grande famiglia dei rapaci notturni) comunicano attraverso un repertorio vocale sorprendentemente vasto e sfaccettato. Il classico verso profondo, quell'inconfondibile sequenza di hoo-hoo che molti associano all'inquietudine della notte, ha in realtà un significato principalmente territoriale: chi lo emette sta segnalando agli altri esemplari i confini del proprio spazio vitale, invitandoli a tenersi a distanza. Questo canto si intensifica soprattutto all'alba e al crepuscolo, con un picco nella stagione che va dalla fine dell'inverno all'inizio della primavera, quando si avvicina il momento della riproduzione. In quel periodo il verso territoriale si intreccia con quello di corteggiamento: rivendicare il proprio territorio significa anche farsi notare da un potenziale partner. In alcune specie, maschi e femmine sviluppano addirittura canti distinti e riconoscibili, tanto da poter duettare durante la stagione riproduttiva.
Allarme e difesa
Non tutte le vocalizzazioni notturne dei gufi hanno a che fare con l'amore o il territorio. Esistono anche suoni pensati per proteggere: i richiami d'allarme, generalmente più striduli e acuti rispetto al canto ordinario, vengono emessi quando un potenziale pericolo si avvicina al nido o ai piccoli, sia che si tratti di un predatore sia di un essere umano che si fa troppo vicino. In alcuni casi, quando la minaccia percepita è particolarmente intensa o lo stress raggiunge livelli elevati, i gufi possono ricorrere anche a un forte e metallico schiocco del becco, ripetuto più volte come ultima forma di dissuasione. Questi segnali di allerta non hanno solo una funzione difensiva individuale: servono anche a comunicare al compagno o alla compagna la presenza di un intruso nelle immediate vicinanze del nido o dei pulcini.
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I versi dei giovani
C'è poi un capitolo tutto particolare dedicato ai gufi più giovani, quelli che hanno da poco mosso i primi voli ma che restano ancora per lungo tempo in stretto contatto con i genitori. Questi esemplari utilizzano vocalizzazioni specifiche per segnalare la propria posizione agli adulti, richiedere il cibo e non perdersi nell'oscurità. Un esempio particolarmente emblematico è quello del gufo comune, il cui verso giovanile (un insistente e ripetitivo “peee peee“) può accompagnare l'intera durata di una notte estiva, orientando i genitori anche a grande distanza. In sostanza, il repertorio vocale dei gufi è tra i più ricchi e complessi del mondo animale.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.