Carburante, restrizioni negli scali aerei: voli a rischio, ecco cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni
Ryanair ha confermato di non avere problemi di approvvigionamento di carburante almeno fino a maggio
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La carenza di forniture potrebbe causare anche un aumento del costo dei biglietti: ecco i possibili scenari
La carenza di forniture di cherosene ha già impattato pesantemente sul traffico aereo italiano dopo la decisione di limitare i rifornimenti in quattro scali: Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia. Il gruppo britannico British Petroleum (Bp) ha comunicato che saranno garanatiti rifornimento completi solo per quanto concerne i voli ambulanza, i voli di Stato e i collegamenti di medio-lungo raggio con durata superiore alle 3 ore. Per tutti gli altri voi, almeno a giovedì 9 aprile, si rimarrà in regime di contingentamento limitato.
Le limitazioni riguarderanno solo il periodo pasquale?
La chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz ha spiazzato le compagnie aeree anche se il vero nodo potrebbe essere legato all'intenso traffico aereo dovuto alle festività pasquali che hanno generato un picco insostenibile della domanda. Lo stesso Pierluigi Di Palma, presidente dell’Ente nazionale per l’Aviazione Civile ha parlato di limitazioni legate solo ed esclusivamente al “periodo pasquale di traffico intenso, non al blocco di Hormuz”, anche se non è escluso che il prolungamento della crisi in Medio Oriente non possa causare ulteriori restrizioni.
La posizione di Ryanair
Sulla questione delle limitazioni ha voluto minimizzare anche il gruppo Save, ente gestore degli aeroporto del Veneto secondo il quale, le restrizioni sarebbero limitate soltanto ad un fornitore mentre “negli scali del gruppo ce ne sono altri che riforniscono la gran parte dei vettori”. Non vi sono problemi di riforimento in altri aeroporti tra i quali anche Perugia, Bari, Foggia, Brindisi e Taranto. Confortanti sono state anche le parole giunte da Ryanair che ha voluto rassicurare i viaggiatori sull’assenza di carenze di carburanti nel breve periodo e comunque fino a metà/fine maggio. Nel caso in cui il conflitto dovesse proseguire, non si escluderebbero “rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”.
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I rischi per la stagione turistica
Anche Lufthansa ha denunciato problemi in alcuni scali dell’Asia a seguito del blocco di Hormuz. La IATA, l’associazione per il trasporto aereo, ha evidenziato come l'Ue sia costretta a dover importare un terzo del fabbisogno di carburante per il trasporto aereo. La situazione è andata peggiorando dopo la chiusura di diverse raffinerie. La crisi di approvvigionamento di carburante, inevitabilmente, comporterà anche un maggior esborso per i viaggi aerei. L'inflazione potrebbe seriamente mettere a rischio la stagione turistica.
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