Caro gasolio, con la protesta dei tir si rischiano scaffali vuoti e penuria di farmaci: ecco cosa potrebbe accadere nelle prossime ore

La protesta degli autotrasportatori ha effetti immediati e tangibili per tutti: a rischio anche il trasporto pubblico

Blocco tir, a rischio anche i servizi essenziali
1 di 2

Guarda la versione integrale sul sito >

Anche la filiera farmaceutica potrebbe andare in tilt nelle prossime ore: ecco le conseguenze dei blocchi

Strade paralizzate, supermercati con gli scaffali vuoti, cibo che marcisce nei magazzini e prime ripercussioni sui servizi essenziali. La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio, esplosa con forza soprattutto nel Sud Italia, sta generando una catena di disagi che rischia di estendersi nei prossimi giorni. Il governo sta tentando in queste ore la via del dialogo, ma la mobilitazione non accenna a fermarsi.

La protesta psr il caro carburante e i costi insostenibili

Il prezzo del gasolio, schizzato oltre i 2,30 euro al litro, è diventata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Per un pieno, spiegano le associazioni di categoria, si spendono fino a mille euro in più rispetto a un anno fa. A questo si aggiungono i costi delle tratte marittime, che per i trasportatori siciliani significano altri 700 euro a viaggio. Una situazione definita “insostenibile” dai sindacati, che denunciano margini ormai azzerati e aziende sull’orlo del collasso.

Le regioni in crisi

Tra le regioni più colpite, al momento, vi è la Campania dove non si arrestano i presidi ai caselli e nei punti nevralgici delle province di Napoli e Caserta. I blocchi rallentano la circolazione e impediscono l'ingresso dei mezzi nei centri logistici. In Calabria sono quindici presidi lungo le principali arterie, inclusi snodi strategici come l’aeroporto di Lamezia Terme e il porto di Gioia Tauro. Per quanto concerne la Sicilia le situazioni più critiche sono nel porto di Palermo dove è stato blindato l’ingresso del molo Santa Lucia. Da diverse ore a questa parte i tir non escono e le navi non scaricano.


Guarda la versione integrale sul sito >

1 di 2
2 di 2

Guarda la versione integrale sul sito >

A rischio anche la filiera farmaceutica

In un paese in cui oltre l’80% delle merci viaggia su gomma, il blocco dei tir potrebbe avere effetti imminenti. Il rischio è quello di avere scaffali vuoti nei supermercati, soprattutto per prodotti freschi, cibo che marcisce nei magazzini e nei centri di distribuzione, allevamenti in difficoltà per la mancata consegna dei mangimi e penuria rifornimenti di benzina e gasolio alle stazioni locali. Se la protesta dovesse continuare, il rischio è di colpire anche la filiera farmaceutica, con ritardi nella distribuzione dei medicinali.

Il rischio è anche quello di un fermo parziale del trasporto pubblico con servizi minimi essenziali garantiti solo per studenti e lavoratori. La Commissione di garanzia sugli scioperi ha avviato verifiche per individuare i responsabili dei blocchi, ricordando che “Qualsiasi forma di protesta deve rispettare le regole previste dalla legge 146 del 1990”. Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha anticipato al 20 ottobre il tavolo di confronto con gli autotrasportatori. Una mossa per tentare di disinnescare la protesta, ma che finora non ha prodotto segnali di distensione.

Guarda la versione integrale sul sito >

2 di 2



Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.