Mondiali di calcio, l'incubo del Morbillo incombe nelle città dove si giocheranno le partite: l'allarme lanciato dalle autorità sanitarie
I mondiali di calcio interesseranno 16 grandi città americane e prevedono un elevato affollamento di turisti: ecco le misure sanitarie messe in campo
Guarda la versione integrale sul sito >
Le autorità sanitarie locali hanno istituito delle task force per monitorare la situazione e per agire tempestivamente nel caso si sviluppassero dei focolai
Lo svolgimento dei mondiali di calcio che stanno per iniziare nel Nord America, potrebbe rappresentare una minaccia dal punto di vista sanitario come ha confermato l'Organizzazione Panamericana della Sanità che proprio in questi giorni ha lanciato l'allarme per il rischio di diffusione di severe malattie infettive come la Deng, i virus intestinali e i norovirus. Per questa ragione gli esperti stanno analizzando in questi giorni le acque reflue, gli accessi ospedalieri e perfino i social media per poter stanare eventuali segnali che rivelerebbero la presenza di focolai.
Le misure di sicurezza
I mondiali di calcio interesseranno 16 grandi città americane e porteranno inevitabilmente frequenti contatti fra persone provenienti da ogni latitudine del mondo. L'autorità sanitaria mondiale sta già combattendo contro una crescente epidemia di Ebola nell'Africa centrale e con un focolaio di Hantavirus molto insidioso. Per questa ragione le autorità sanitarie americane hanno organizzato un pannello di controllo per rafforzare la sorveglianza epidemiologica soprattutto nelle città dove si svolgono gli eventi principali.
La Task Force creata per monitorare la situazione
Presso l'Health Security Operations Center, una task Force sanitaria tra Georgetown e MedStar Health passerà al setaccio tutti i dati provenienti dalle zone interessate dai mondiali di calcio per poter allerttare tempestivamente le autorità sanitarie locali qualora dovessero sorgere criticità legate alla diffusione di virus e patologie batteriche. In questa task force saranno coinvolti anche le protezioni civili locali, i centri ospedalieri e diverse squadre di volontari che avranno il compito di monitorare con la dovuta attenzione la situazione. Tra le patologie che si teme possano diffondersi con più probabilità durante lo svolgimento dell'intera manifestazione, vi è il morbillo che rappresenta in questo momento il principale motivo di preoccupazione.
Guarda la versione integrale sul sito >
Il morbillo
Il morbillo è una malattia che si può trasmettere ancor prima che compaiano i sintomi e quindi ancor prima che il malato possa sapere di aver contratto la malattia. Negli ultimi mesi i focolai di morbillo negli Stati Uniti d'America sono cresciuti a dismisura, così come in Canada e in Messico dove il numero dei casi è cresciuto in maniera esponenziale. Ecco perché gli organizzatori hanno esortato i tifosi che non sono vaccinati contro il morbillo a farlo immediatamente per evitare di correre dei rischi.
Il Morbillo rappresenta dunque la minaccia incombente nel corso di questi mondiali ancor più di Ebola il cui contagio è molto più difficile e i cui casi negli Stati Uniti d'America sono davvero irrisori. Tra l'altro l'Ebola si diffonde solo ed esclusivamente tramite il contatto con i fluidi corporei e non per via aerea come accade invece per il morbillo. Già in passato altre manifestazioni come le Olimpiadi di Vancouver o le Olimpiadi recenti di Milano sono state caratterizzate dal verificarsi di focolai e di epidemie. Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che i test effettuati sulle acque reflue negli ultimi mesi hanno rilevato negli Stati Uniti la presenza abbondante di rotavirus, epatite A e norovirus, ecco che il quadro diventa ancora più a tinte fosche in un'epoca in cui focolai ed epidemie stanno diventando sempre più frequenti e preoccupanti.
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.