Morte del piccolo Domenico Caliendo, l'avvocato lancia l'accusa ai sanitari: “Vogliono insabbiare tutto...”

Secondo il legale della famiglia Caliendo nella cartella clinica non è stato menzionato il via libera per l'impianto del cuore e non è stato riportato il diario di perfusione

Il legale della famiglia Caliendo
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L'avvocato Petruzzi ha puntato l'indice sui fatti accaduti nei 45 giorni successivi al trapianto e prima che il caso di Domenico diventasse di dominio pubblico

Uno dei concetti chiave che Francesco Petruzzi, il legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, continua a ripetere nelle sue interviste pubbliche è che l'intervento non era da considerare urgente poiché il bambino non era moribondo. Nella sua difesa articolata, l'avvocato della famiglia Caliendo ha stigmatizzato alcune condotte ritenute inopportune, se non manifestamente illegittime, da parte dell'equipe medica che ha operato il piccolo Domenico. Più volte è stato sottolineato il fatto che all'interno della cartella clinica non sia mai stata riportata l'anomalia del cuore ghiacciato e soprattutto che l'intero ospedale abbia taciuto la notizia alla famiglia.

Le altre accuse della famiglia Caliendo

L'avvocato ha sottolineato più volte come l'intervento non fosse da considerare urgente e poteva essere rinviato perché le condizioni del piccolo Domenico non erano tali da richiedere un trapianto immediato. Sotto accusa sono finiti alcuni passaggi che hanno preceduto la fase dell'intervento vero e proprio, vale a dire il prelievo, il trasporto e la conservazione dell'organo. Come ha ricordato lo stesso Petruzzi, occorrerà anche verificare se il muscolo cardiaco era affetto da alterazioni anatomiche e funzionali riconducibili a errori commessi dall'equipe di cardiochirurghi.

Richiesto l'incidente probatorio

Sotto accusa è finita anche la scelta di non sottoporre il piccolo Domenico ad una TAC cerebrale nei 45 giorni successivi al trapianto. Secondo l'avvocato, questa scelta potrebbe essere dettata dal fatto che esplicitamente i sanitari avevano riconosciuto l'esistenza di un'anomalia o di un problema. In queste ore è in via di individuazione e di definizione il collegio peritale che dovrà fornire rapide risposte agli inquirenti i quali, fra l'altro, si sono già attivati per cristallizzare le prove formulando al GIP la richiesta di incidente probatorio che prevederà anche l'autopsia e la perizia medico-legale collegiale.


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E' salito il numero degli indagati

L'avvocato Petruzzi ha anche evidenziato come nella cartella clinica non sia stato mai menzionato da nessuna parte il via libera per l'impianto del cuore arrivato e l'assenza del diario di perfusione, vale a dire il tracciato di circolazione extra corporea che attesterebbe l'esatto momento in cui è avvenuto l'espianto del cuore del bambino. A questa accusa l'ospedale Monaldi ha replicato sostenendo che il tracciato è un allegato della cartella clinica ed è stato acquisito dall' autorità giudiziaria. Intanto ieri si è appreso dall’Ansa che i sanitari indagati nell'inchiesta sul trapianto di cuore al piccolo Domenico sono passati da 6 a 7.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.