Pensioni di reversibilità, i nuovi tagli dell’assegno previsti dalla legge e le soglie di reddito per il 2026
Il trattamento minimo mensile Inps che viene tenuto in considerazione come soglia per valutare i tagli alla pensione di reversibilità è salito a 611,85 euro
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La legge non prevede alcun tipo di taglio nel caso in cui il reddito personale del superstite sia fino a tre volte il minimo Inps
Con l'adeguamento al maggior costo della vita che viene effettuato all'inizio di ogni anno, il nuovo valore, alla stregua del quale vengono determinati gli eventuali tagli per chi cumula la pensione di reversibilità e i redditi propri, si è attestato a 611,85 euro. Si tratta del cosiddetto trattamento minimo mensile INPS che rappresenta il punto di riferimento per stabilire l'accesso o meno a determinati benefici o a determinate prestazioni. La legge 335 del 1995 che di fatto regolamentata il cumulo tra redditi propri e pensione di reversibilità, ha stabilito la non applicazione di tagli alla pensione di reversibilità nel caso in cui il reddito personale del superstite non superi tre volte il minimo INPS.
I tagli previsti
La legge del 1995 ha invece applicato dei tagli progressivi a quelle pensioni di reversibilità che superano la soglia. E' stato deciso un taglio del 25% per i redditi tra 3 e 4 volte il minimo INPS, mentre per i redditi che oscillano tra le quattro le cinque volte il minimo INPS, il taglio deciso è stato fissato nel 40%. Nel caso in cui il reddito dovesse addirittura risultare oltre 5 volte il minimo INPS, la prestazione viene tagliata addirittura della metà.
Le altre soglie e le esenzioni
Alla luce del nuovo importo del trattamento mensile INPS, per non incorrere intagli della pensione di reversibilità, il valore della soglia massima di reddito dovrà essere pari a 23.862,15 € l'anno. Per i redditi tra 23.862,15 euro e 31.816,20 euro, si applicherà una sforbiciata del 25%. Mentre per redditi tra 31.816,20 e 39.770,25€, il taglio applicato sarà del 40%. Per i redditi che superano i 39.770,25 è prevista l'applicazione di un taglio del 50%. Vaa chiarito che l'applicazione di questi tagli non riguarda tutti i nuclei familiari, ma risparmia quelle famiglie in cui sono presenti studenti, figli minorenni o inabili. In questo caso la pensione di reversibilità verrà pagata interamente indipendentemente dal reddito. La recente sentenza del 2022 della Corte di Cassazione ha anche fissato un principio secondo il quale la decurtazione della pensione di reversibilità non può mai superare il valore dei redditi aggiuntivi che il singolo beneficiario percepisce. In poche parole gli ermellini hanno voluto tutelare i percettori della pensione dei reversibilità dal rischio di trovarsi in una condizione economica peggiore per il solo fatto di aver percepito altri redditi derivanti da lavoro o da altre fonti.
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Le fonti di reddito che fanno cumulo
I redditi che vengono tenuti in considerazione (e che fanno cumulo) ai fini dell'applicazione dei tagli, sono quelli che derivano da lavoro dipendente o autonomo, da altre pensioni dirette o da altri redditi assoggettabili all'Irpef. Viene invece escluso dal calcolo il maggior reddito che si può ottenere per aver percepito il trattamento di fine rapporto, poiché si tratta di un importo già soggetto a tassazione.
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