Pensioni dopo i 67 anni: ecco quanto si potrà percepire con 20 anni di contributi versati
L'attuale sistema prevede l'applicazione del cosiddetto coefficiente di trasformazione: ecco come funziona
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L'avvento del sistema contributivo ha reso più complicato maturare i requisiti per ottenere la pensione: ecco il montante contributivo da raggiungere per andare in pensione
Con l'ultima manovra finanziaria sono stati allungati (anche se di pochissimo) i tempi per poter andare in pensione. Dal 2027, infatti, non basteranno più 67 anni di età per andare in pensione, ma servirà qualche mese in più. E' vero che dovremo lavorare un mese in più per goderci la meritata pensione, ma è altrettanto vero che il montante contributivo sarà lievemente più alto e quindi percepiremo un assegno più cospicuo. Dal 2028 l'età pensionabile salirà a 67 anni e 3 mesi e quindi si potranno percepire pensioni ancora più alte, anche se si dovrà faticare un po' di più.
L'attuale sistema previdenziale
Con l'avvento del sistema contributivo, il nostro sistema previdenziale ha subito una svolta copernicana. Col precedente sistema, quello retributivo, la pensione dipendeva dall'entità degli ultimi stipendi percepiti. Col sistema contributivo, invece, è il montante dei contributi versati nel corso della carriera lavorativa, a fare la differenza e a determinare l'importo dell'assegno pensionistico. Tutti i contributi versati formano il montante finale, vale a dire il nostro salvadanaio contributivo.
Il coefficiente di trasformazione
L'importo del montante contributivo, al momento del pensionamento, viene rivalutato al tasso di inflazione. Viene poi applicato un calcolo che coinvolge anche il cosiddetto coefficiente di trasformazione (legato all'aspettativa di vita in base ai dati Istat), un parametro che diventa molto più generoso per il pensionato man mano che sale l’età di uscita. In pratica, man mano che sale l’età del pensionamento, migliora il calcolo della pensione contributiva. Pertanto lo stipendio percepito diventa un parametro relativo nel calcolo dell'assegno finale.
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La soglia da raggiungere
Negli ultimi anni il coefficiente di trasformazione ha subito delle modifiche con l'aumentare dell'aspettativa di vita. La normativa prevede che per poter maturare il diritto alla pensione occorre aver maturato un assegno almeno pari al valore dell'assegno sociale che per il 2026 è di 546 euro. Si tratta di una soglia minima richiesta per conseguire il diritto alla prestazione Inps. Chi ha raggiunto la soglia anagrafica ma non ha maturato un montante contributivo sufficiente per la pensione, può comunque richiedere l'assegno sociale.
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.