Pensioni, il nuovo coefficiente di trasformazione cambierà l'importo delle pensioni: ecco quando verrà reso noto

Si tratta di quel parametro che viene applicato sul montante contributivo e che restituisce l’importo annuo della pensione

Inps, Isee- Foto Inps.it
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A novembre conosceremo il nuovo coefficiente di trasformazione che sarà determinato dai dati Istat sull'aspettativa di vita

Si dovrà attendere il mese di novembre 2026 per conoscere il valore del coefficiente di trasformazione. Si tratta di quel parametro fondamentale che va applicato al montante contributivo per definire l'importo della pensione che i lavoratori andranno a percepire. Alla fine di quest'anno spetterà al ministero del Lavoro ufficializzare i nuovi criteri di calcolo delle pensioni che spetteranno ai cosiddetti contributivi puri, vale a dire a tutti quei lavoratori che hanno versato contributi solo dopo il 1995.

Cosa prevede la legge Fornero

La Legge Fornero che attualmente regola il nostro sistema previdenziale, ha previsto revisioni periodiche degli indici di calcolo e dell'età pensionabile, adeguando l'età per andare in pensione ai dati Istat sull'aspettativa di vita. Pertanto il sistema previdenziale italiano sarà caratterizzato in futuro da tempi più lunghi per andare in pensione ed assegni decisamente più bassi. Abbiamo già tutti gli strumenti per sapere quando andremo in pensione in futuro, ma rimane ancora da sciogliere l'incognita dei coefficienti di trasformazione che determineranno l'importo degli assegni.

Cosa accadrà negli anni a venire

Il sistema è strutturato per rendere ancora più bassi (e meno remunerativi) i coefficienti di trasformazione qualora l'aspettativa di vita dovesse crescere. Insomma, a parità di montante contributivo, in futuro avremo pensioni più basse. Il sistema infatti prevede che il montante contributivo venga determinato dall'ammontare dei contributi versati dal lavoratore dopo il 1995 sul quale viene poi applicato il coefficiente di trasformazione. Il montante contributivo viene rivalutato periodicamente in base all'andamento del costo della vita.


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Ecco perchè sarà meno conveniente

Il valore del coefficiente di trasformazione cambia sensibilmente in base a quanto si ritarda il collocamento in quiescenza. In poche parole, più tardi si va in pensione e più elevato sarà il coefficiente di trasformazione. Di certo il nuovo coefficiente di trasformazione che verrà determinato a novembre sarà meno conveniente rispetto a quello attuale. Pertanto, a parità di contributi versati, in futuro si percepiranno assegni pensionistici più bassi con conseguente riduzione del potere d'acquisto delle pensioni anche a fronte di un costo della vita che negli ultimi mesi è cresciuto in maniera sensibile e che potrebbe crescere ancora negli anni a venire.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.