Pensioni invalidità, da giugno salirà a 1.000 euro l’assegno mensile per alcune categorie di invalidi
Il provvedimento interesserà la categoria dei cosiddetti grandi invalidi di guerra o per servizio che hanno subito gravi menomazioni
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Con il messaggio 1269 del 2026 l'INPS ha illustrato le modifiche e gli aumenti introdotti con la nuova finanziaria
Con la Legge di Bilancio 2026 il governo ha introdotto alcune modifiche che comporteranno degli aumenti alle pensioni per alcune categorie di invalidi. Si tratta di un adeguamento che scatterà da giugno 2026 e che comporterà anche la corresponsione da parte dell'INPS degli arretrati maturati a partire dal mese di gennaio in virtù delle modifiche introdotte con la nuova finanziaria. In questo articolo indicheremo quali saranno le categorie dei beneficiari e riporteremo il contenuto del messaggio Inps che ha illustrato il provvedimento.
I pensionati interessati
Il provvedimento interesserà la categoria dei cosiddetti grandi invalidi di guerra o per servizio, che risultano titolari di pensioni privilegiate. Tali soggetti nel corso di eventi bellici hanno riportato invalidità molto gravi che sono elencate doviziosamente nel DPR 915/1978. Si tratta di soggetti che hanno riportato menomazioni fisiche importanti o danni reversibili alla vista. Gli aumenti riguarderanno anche i grandi invalidi insigniti di medaglia d'oro al valore militare.
Gli aumenti previsti
La nuova finanziaria ha riconosciuto l'aumento fino a mille euro dell'assegno sostitutivo dell'accompagnatore militare. Questo assegno, almeno fino allo scorso anno. poteva avere un valore massimo di 878 mensili. Con la nuova finanziaria il massimale è stato portato a mille euro per le invalidità più gravi. Per le altre categorie l'importo è stato portato a 500 euro mensili dai 439 precedenti.
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Il messaggio Inps
Il mese in cui entreranno in vigore i nuovi aumenti sarà giugno 2026. In questo mese verranno corrisposti anche tutti gli arretrati a partire dal mese di gennaio. Con il messaggio 1269 del 2026 l'INPS ha di fatto chiarito che si tratta di prestazioni previdenziali esentasse e non reversibili ai superstiti, i cui aumenti saranno riconosciuti a chi già percepiva questa prestazione dal 2025. Chi invece non l'ha mai percepita dovrà presentare la domanda apposita alla direzione dei servizi del tesoro.
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