Pensioni maggio 2026, ecco a chi spettano aumenti e arretrati
Arriveranno In ritardo le pensioni maggio 2026, ma con aumenti e arretrati: ecco a chi spettano
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Pensioni maggio 2026, introduzione
Come riporta money.it. una selezione limitata di pensionati potrà fruire di un aumento, che in certi casi potrebbe anche essere importante, della pensione che verrà erogata a maggio 2026. Ciò è stato confermato dall'Inps con il messaggio n. 787 del 5 marzo, nel quale l'Istituto ha riconosciuto l'errore commesso riguardo a determinati ex dipendenti pubblici, per i quali il calcolo della pensione è risultato sbagliato. Per questa ragione, sarà eseguito un ricalcolo con conseguente versamento degli arretrati, che dovrebbe già verificarsi nel cedolino di maggio (anche se al momento manca una conferma ufficiale della data), il quale sarà dunque più elevato per i lavoratori interessati. Tuttavia, è importante notare che, a parte i pensionati che fanno parte della categoria di coloro che sono stati penalizzati dall'Inps, non sono previsti incrementi per gli altri. Inoltre, ci sono anche notizie negative: il pagamento della pensione di maggio subirà un ritardo di alcuni giorni poiché il primo del mese è un giorno festivo. Aspettando che l'Inps pubblichi il cedolino specifico nell'area personale, il che avverrà tra un paio di settimane, ecco cosa possiamo dire riguardo al cedolino Inps che arriverà a maggio, specialmente in relazione agli aumenti e agli arretrati annunciati.
Pensioni, ecco chi potrà godere di aumenti e arretrati a maggio 2026
Nonostante manchi ancora una conferma ufficiale dell'Inps, già nel mese di maggio (ma è possibile che ci sia un rinvio a giugno) potrebbero giungere gli incrementi e i rimborsi per coloro che hanno subito il disagio derivante dall'errore nei calcoli pensionistici. Gli importi, a seconda dei casi, potrebbero essere anche molto alti: infatti, lo sbaglio è avvenuto il primo gennaio 2024, quindi in determinate circostanze si accumulano più di 2 anni di differenze non pagate. Questa vicenda interessa i pensionati delle quattro gestioni precedentemente affiliate all'Inpdap – enti locali, settore sanitario, ufficiali giudiziari e educatori d'asilo – che hanno iniziato a percepire la pensione di anzianità (quindi a 67 anni) con meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e a cui, al momento della prima erogazione, sono state applicate le nuove aliquote di rendimento introdotte dalla legge di Bilancio 2024, risultando più sfavorevoli rispetto a quelle ordinarie. Tuttavia, per loro, quella restrizione non avrebbe dovuto essere applicata. Come evidenziato dall'Inps, in effetti, le nuove norme si applicano esclusivamente alle pensioni anticipate, mentre le pensioni di anzianità beneficiano ancora delle vecchie aliquote, solitamente più vantaggiose. Ed è proprio questo errore di applicazione a causare pensioni inferiori a quelle dovute. Il risultato è che l'Istituto è ora tenuto a procedere con una ricostituzione automatica delle pensioni, ricalcolando in modo corretto la parte retributiva e riconoscendo tutte le differenze accumulate. Inoltre, insieme ai rimborsi saranno versati anche gli interessi legali e, nei casi previsti, la rivalutazione monetaria.
Nella pensione di maggio cos'altro c'è?
Per la maggior parte dei pensionati non ci saranno cambiamenti significativi nel cedolino Inps di maggio 2026. Gli incrementi dovuti alla rivalutazione annuale e alle modifiche all'Irpef, previste dalle ultime leggi di Bilancio, sono stati già applicati nei mesi passati, quindi l'importo rimane fondamentalmente invariato. Intanto, continuano le trattenute fiscali ordinarie: oltre all'Irpef mensile, prosegue il recupero delle addizionali regionali e comunali relative all'anno precedente, suddiviso in rate da gennaio a novembre. In alcuni casi, potrebbero ancora manifestarsi conguagli fiscali da pagare. Il cedolino, che può essere consultato online nella seconda metà del mese sul sito dell'Inps, rimane quindi lo strumento principale per controllare in dettaglio tutte le voci che contribuiscono all'importo della pensione.
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Pensione di maggio pagata in ritardo
E' risaputo che le pensioni non vengono erogate nei giorni festivi. Per questo motivo, venerdì 1 maggio, non ci sarà alcune versamento, che è stato positicipato a sabato 2 maggio, ma solo per chi riceve la pensione mediante conto corrente postale (o in contante presso gli uffici postali che saranno aperti solo per mezza giornata). Invece, chi riceve la pensione su conto corrente bancario dovrà attendere di più, poiché il pagamento sarà eseguito lunedì 4 maggio.
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