Prezzo benzina, il governo dice stop al taglio delle accise e convoca le compagnie petrolifere: ecco i possibili scenari
Il governo ha convocato le maggiori compagnie petrolifere per confrontarsi sulla nuova situazione dei prezzi alla luce della riapertura di Hormuz
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Negli ultimi giorni i prezzi del carburante sono scesi ma adesso il governo non intende rinnovare lo sconto delle accise
Negli ultimi giorni il costo del carburante è sceso sensibilmente per via dell'accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz che rappresenta geograficamente un nodo nevralgico attraverso il quale passa un quinto del petrolio mondiale. Nonostante il calo importante che i prezzi hanno subito sia per il diesel che per la benzina verde, il ritorno alla normalità sembra ancora lontano da venire. Per questa ragione il Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha convocato in queste ore i rappresentanti delle maggiori compagnie petrolifere per sondare il terreno e anche per richiamarle alle loro responsabilità affinché i prezzi si adeguino rapidamente ai reali valori di mercato.
Gli attuali prezzi
Secondo i dati diffusi dall'Osservatorio sui prezzi del Mimit, il costo medio della benzina attualmente si aggira a 1,809 euro litro, mentre per il gasolio il prezzo è sceso a circa 1,95. Questi prezzi sono decisamente più bassi rispetto a quelli che sono stati praticati da quando si è acuita la crisi tra Usa e Iran e ha comportato la chiusura dello Stretto di Hormuz. Si tratta di prezzi più accessibili, soprattutto tenendo in considerazione il fatto che non beneficiano di interventi fiscali.
Il governo non intende confermare il taglio delle accise
Rimangono dei prezzi ancora abbondantemente sopra la media degli ultimi anni, mentre il prezzo del petrolio è sceso repentinamente a 70 dollari a barile, un valore che non giustifica prezzi del carburante così alti. Per questa ragione il ministro ha voluto fare il punto sull'andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e dei carburanti, anche alla luce della nuova situazione geopolitica decisamente molto più confortante. Il governo vuole assicurarsi che l'andamento al ribasso dei prezzi proseguirà anche nei prossimi giorni, cercando di evitare possibili speculazioni a danno degli automobilisti. Tutto ciò anche perché il governo non intende più mettere mano al portafogli per scontare le accise. Un provvedimento che ha dato una grossa mano d'aiuto ai consumatori ma che è costato parecchi milioni di euro che sono gravati sulle casse pubbliche.
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Gli interventi del governo per ridurre il prezzo
Facendo un breve sunto di tutti gli interventi effettuati dal governo per abbassare le accise, il primo taglio è stata approvato il 18 marzo e ha previsto una riduzione delle imposte di 24,4 centesimi al litro. Si è trattata di una misura che il governo ha procrastinato per altri tre mesi e mezzo. Il taglio poi è sceso progressivamente a circa 6 centesimi al litro e rimarrà in vigore fino al 3 luglio. Il governo però non intende andare oltre, Ecco perché, se le compagnie petrolifere non abbasseranno i prezzi del costo del carburante, ci dovremo preparare paradossalmente ad un nuovo incremento dei prezzi da giorno 4 in poi. Ecco perché sarà importante capire quali sono le intenzioni delle compagnie petrolifere.
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.