Aritmie cardiache e reflusso: i sintomi cui prestare attenzione

Cos'è l'aritmia cardiaca da reflusso; quali sono i sintomi a cui fare attenzione, i fattori che aumentano il rischio di reflusso e aritmie

Medico, immagine di repertorio. Fonte foto: pxhere.com
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Aritmie cardiache e reflusso: introduzione

Come riportato da grupposandonato.it, quando si fa riferimento alle aritmie cardiache, si pensa inevitabilmente a problematiche direttamente connesse al cuore. Tuttavia, in alcune situazioni, le variazioni del battito cardiaco possono essere influenzate o amplificate da una condizione che sembra estranea: il reflusso gastroesofageo. Questo è un collegamento che ha suscitato un crescente interesse tra gli esperti negli ultimi anni, in particolare nei pazienti che presentano nella stessa fase sintomi gastrointestinali e palpitazioni. Per approfondire questa connessione e comprendere quando è necessario un esame più attento, grupposandonato.it ha intervistato il professor Emanuele Asti, direttore dell'Unità operativa di Chirurgia generale e d’urgenza e del Centro Esofago e Reflusso (CER) dell’IRCCS Policlinico San Donato.

Cos'è l'aritmia cardiaca da reflusso

In alcuni individui, il reflusso gastroesofageo può presentarsi non solo con sintomi quali dolore, rigurgito acido e difficoltà nella digestione, ma anche con sensazioni di battito cardiaco irregolare, accelerato o particolarmente percepito. Il professor Asti chiarisce che l'esofago e il cuore sono molto vicini a livello anatomico e hanno alcuni collegamenti tramite il sistema nervoso autonomo. E aggiunge, che per tale motivo, episodi di reflusso di forte intensità possono, in certi casi, alterare la percezione del battito cardiaco o contribuire all'emergere di alcune irregolarità del ritmo. Questo non implica che il reflusso sia una causa diretta di tutte le aritmie, tuttavia può fungere da fattore scatenante o aggravante in soggetti predisposti.

In che modo reflusso e cuore sono connessi

La connessione tra il sistema digerente e il sistema cardiovascolare è, infatti, molto forte. Il professor Asti afferma che il rapporto tra queste due strutture si sviluppa principalmente attraverso due meccanismi: uno neurologico e uno meccanico. Entrando nel dettaglio:

  • collegamento neurologico: l'acidità nell'esofago provoca un'infiammazione che attiva il nervo vago, la parte che regola il ritmo cardiaco. Tale irritazione può temporaneamente modificare i segnali nervosi, influenzando il battito;
  • collegamento meccanico: il reflusso è spesso associato a un'ernia iatale, ovvero una parte dello stomaco che si sposta verso il torace. Quando lo stomaco si allarga dopo il pasto, l'ernia esercita una compressione sulle pareti posteriori del cuore, provocando un'irritazione locale che può scatenare l'aritmia.

In aggiunta, il disagio e il dolore toracico caratteristici del reflusso sono frequentemente avvertiti dal paziente come palpitazioni. Il professor Asti sostiene che numerosi pazienti segnalano extrasistoli o la sensazione di avere il 'cuore in gola' soprattutto dopo pasti abbondanti o durante la notte. Prosegue dicendo che in queste situazioni, infatti, il cibo incrementa sia la risalita dell'acido, sia il volume dell'ernia iatale, esacerbando l'impatto sul cuore.

Quali aritmie possono essere collegate al reflusso

Nella maggior parte delle situazioni, il disturbo appare come una sensazione intensificata del battito cardiaco o come extrasistoli, i famosi “salti" in gola. In alcuni casi rari, potrebbe essere collegato a episodi di tachicardia o aggravare aritmie già esistenti. In presenza di tali sintomi, l'approccio adeguato da seguire prevede due fasi principali:

  • escludere la causa cardiaca: la sicurezza deve essere la priorità. E' fondamentale sottoporsi a una valutazione cardiologica per confermare che il cuore sia in buone condizioni.
  • approfondire (senza rassegnarsi): una volta che è stata esclusa la problematica cardiaca, non bisogna incorrere nell'errore di accettare il disturbo. E' cruciale esplorare la componente gastroenterica.

Il professor Asti afferma che troppi pazienti, tranquillizzati dalle prime verifiche, continuano a vivere con sintomi debilitanti senza rendersi conto che trattando l'apparato digerente possono trovare una soluzione. Continua dicendo che dopo aver escluso malattie cardiache, indagare seriamente sul tema del reflusso è l'unica strada per risolvere il disturbo.

I sintomi a cui prestare attenzione

Ci sono alcuni indizi che possono indicare un legame tra reflusso gastroesofageo e alterazioni nel ritmo del cuore. Tra i più frequenti si annoverano:

  • battiti irregolari che si manifestano dopo i pasti;
  • sensazione di accelerazione del battito quando si è sdraiati;
  • extrasistole accompagnate da bruciore nella zona del torace;
  • rigurgito acido che si associa a disagio toracico;
  • sintomi che tendono a migliorare con il trattamento antimicrobico.

Il professore Asti chiarisce che in molte situazioni, il paziente rileva che le palpitazioni si verificano nei medesimi frangenti in cui si manifestano i disturbi digestivi. Questa coincidenza rappresenta l'indicazione principale che ci guida verso l'identificazione di una sindrome gastro-cardiaca, conosciuta come Sindrome di Roemheld.


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I fattori che aumentano il rischio di reflusso e aritmie

Alcune situazioni possono facilitare sia il reflusso gastroesofageo che il manifestarsi di problemi legati al ritmo cardiaco. Tra queste si includono:

  • pasti molto abbondanti;
  • sovrappeso e obesità;
  • eccessivo consumo di bevande alcoliche;
  • fumo di sigaretta;
  • alto apporto di caffè o drink energetici;
  • stress e ansia;
  • presenza di ernia iatale.

In particolare, dopo un pasto abbondante lo stomaco si espande di più e aumenta la possibilità che il contenuto gastrico risalga nell'esofago, portando alla comparsa dei sintomi. Anche il consumo di cibi molto grassi o speziati può aggravare la situazione.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.