Artrosi delle mani, quali sono i sintomi e come si cura

Artrosi delle mani: quali sono i sintomi, le cause e i fattori di rischio e, come si cura

Medico, immagine di repertorio. Fonte foto: pxhere.com
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L'artrosi delle mani

Come riporta grupposandonato.it, una delle condizioni più comuni che interessa le mani è l'artrosi, una malattia che provoca la degenerazione delle articolazioni, tipica delle persone anziane (tra i 60 e i 70 anni). Se non viene curata in modo adeguato da un esperto della mano, può deteriorarsi velocemente, causando difficoltà anche nei compiti di tutti i giorni. Di sintomi, cause e come si cura, ne parla il dottor Alberto Lazzerini, responsabile dell’Unità operativa di Chirurgia della Mano all’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio, chirurgo della mano presso Casa di Cura La Madonnina e presso Palazzo della Salute – Wellness Clinic.

Cause e fattori di rischio

Le origini dell'artrosi della mano sono molteplici. I principali fattori di rischio includono:

– infortuni o danni alla mano o alle dita;

– lavori che comportano movimenti ripetitivi delle mani;

– età: essendo una malattia degenerativa, può svilupparsi nel tempo.

Lo specialista spiega che comunque, l'artrosi del polso tende a interessare soprattutto i giovani, che sono più a rischio di lesioni ai legamenti o fratture del polso. Prosegue dicendo che quest'ultime sono molto frequenti e comuni, quindi, quando un'articolazione si rompe, la sua superficie raramente riesce a tornare perfettamente liscia come in precedenza. Ciò porta nel tempo all'insorgere dell'artrosi.

I sintomi

I sintomi dell'artrosi nella mano possono differire a seconda della gravità della malattia e delle articolazioni colpite. I principali includono:

– dolore: è il sintomo più rilevante e può oscillare da lieve a intenso;

– riduzione della funzionalità della mano;

– infiammazione nell'area articolare.

Il dottor Lazzerini afferma che alla diminuzione della mobilità, in un cenrto senso, tutti si adattano, perché, per esempio, le articolazioni interfalangee distali, pur muovendosi poco, non danneggiano la mano, che continua a funzionare correttamente se le altre articolazioni operano bene. E aggiunge che la vera questione è il dolore: quando le articolazioni sono dolorose, è fondamentale intervenire, poiché altrimenti potrebbero causare un calo della funzionalità della mano, costringendo l'individuo a non utilizzare più le articolazioni affette da dolore.


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Come curare l'artrosi alle mani

Per curare l'artrosi alle mani esistono vari approcci sia conservativi che chirurgici. Le terapie per l'artrosi della mano mirano a:

– alleviare il dolore;

– aumentare la funzionalità delle articolazioni;

– inibire l'avanzamento della patologia.

Il trattamento conservativo

Nella maggior parte delle situazioni, l'approccio terapeutico è di natura conservativa. Tra le soluzioni conservative ci sono:

– i farmaci antinfiammatori non steroidei;

– la terapia fisica;

– i supporti per immobilizzare le articolazioni.

Questi stessi metodi sono impiegati anche per l'artrosi dell'articolazione trapezio-metacarpale (rizoartrosi).

Medicina rigenerativa

L'esperto asserisce che negli ultimi anni, sta guadagnando attenzione anche la medicina rigenerativa, che prevede l'inserimento di cellule staminali ottenute dal tessuto adiposo per affrontare l'artrosi di grado lieve. E aggiunge che qualora tutti i trattamenti non chirurgici, incluso quelli di medicina rigenerativa, non producessero risultati, e se il paziente presenta un notevole deficit nella funzionalità a causa del dolore, si opta per l'intervento chirurgico.

Gli interventi chirurgici

Se le terapie fisiche, il trattamento con medicinali antinfiammatori e la fisioterapia non danno esito positivo, o se il paziente presenta un significativo deficit funzionale legato al dolore, si considera la necessità di un intervento chirurgico. Il dottor Lazzerini afferma che la natura dell'intervento varia a seconda dell'articolazione interessata. Per l'articolazione trapezio metacarpale è possibile eseguire un intervento chirurgico funzionale che ripristina il movimento oculare. Spiega che si tratta di una pratica già ben consolidata, quindi i risultati sono solitamente molto favorevoli. Dopo l'operazione, è fondamentale che il paziente segua un programma di riabilitazione gestito da un terapista specializzato nella mano. Prosegue asserendo che in seguito, è comunque consigliabile astenersi da sport che possono sovraccaricare la mano o il polso, come il basket per esempio.

Ci sono varie opzioni chirurgiche in merito a questo:

– piccole protesi;

– artroplastica: è l'intervento più comune e prevede l'asportazione del trapezio (un piccolo osso) privo di cartilagine, e la ricostruzione dei legamenti dell'articolazione utilizzando un segmento di tendine. In questo modo, si recupera velocemente una buona mobilità e funzionalità della mano senza dolore;

– artrodesi: consiste nella fusione dell'articolazione. In genere, si bloccano le articolazioni interfalangee distali. L'immobilizzazione di queste giunture non comporta un grave danno funzionale, poiché durante l'uso quotidiano della mano non le utilizziamo molto. Anche per la trapezio-metacarpale è possibile eseguire un'artrodesi, ma gli esperti in medicina della mano tendono a evitarla perché limita l'uso della mano e può provocare artrosi in altre articolazioni. Dopo l'intervento di artroplastica trapezio-metacarpale, si stabilisce un periodo di immobilità di circa venti giorni, seguito da un breve ciclo di riabilitazione di alcune settimane, permettendo poi di riutilizzare la mano immediatamente.

Conclude il dott. Lazzerini rispetto alla cura dell’artrosi: “Ricordiamo che, attraverso i soli trattamenti conservativi, non è possibile guarire completamente dall’artrosi, ma si possono ridurre i disturbi. Con la medicina rigenerativa, si rallenta l’evoluzione, mentre con le protesi e le artroplastiche si risolve definitivamente il problema. Da un punto di vista della prevenzione, non esiste una vera e propria terapia: esistono particolari esercizi da effettuare per contrastare la riduzione della mobilità“.

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.