Cioccolato fondente, tutti i falsi miti da sfatare: le origini, i rischi per la salute e le proprietà
Fa venire i brufoli o crea dipendenza? Ecco i falsi miti da smentire sul consumo di cioccolato fondente
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Cioccolato fondente, ecco le fake news su questo prodotto e le vere proprietà organolettiche
Se c'è un alimento che mette d'accordo tutti è proprio il cioccolato. E' quasi impossibile trovare una persona che non apprezzi un dolce a base di questo prodotto a base di fave di cacao che rappresenta l'ingrediente principe della pasticceria. Si tratta di un alimento che oltre ad avere dei principi organolettici di primissima qualità (quando si parla di vero cioccolato), rappresenta un toccasana per il nostro umore poiché stimola il rilascio di endorfine e serotonina. Attorno alla storia e alle proprietà del cioccolato circolano tanti falsi miti che bisognerebbe sfatare una volta per tutte.
Le errate convinzioni sulle origini
Sul web circolano fake news che attribuirebbero ad Emanuele Filiberto I, detto “Testa di ferro", la paternità dell'introduzione del cioccolato nel nostro paese. Le fonti datano la “scoperta” del cacao in Europa al 1615, mentre Emanuele Filiberto morì nel 1580. E' più probabile che le bevande a base di cioccolata siano state introdotte a Torino nell'ambito dei matrimoni dinastici tra eredi delle Case Reali spagnola e italiana. Alcuni documenti storici attribuirebbero a Madame Reali dei Savoia a portare “ufficialmente", in prima persona, la specialità spagnola in Italia: si tratta di Maria Cristina di Francia (figlia del re francese Enrico IV e di Maria de’ Medici) e Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemour. Ovviamente si tratta solo di ipotesi che non hanno il crisma dell'ufficialità.
Brufoli e dipendenza
E' diffusa la convinzione che il consumo di cioccolato faccia venire i brufoli, quegli anestetici “ponfi” sulla pelle che abbondano sul viso di molti adolescenti. In realtà si tratta di una errata convinzione anche se la presenza di alcuni ingredienti nelle preparazioni della cioccolata (latte, frutta secca o altri grassi) potrebbero esserne la causa. Di certo il consumo di cioccolato fondente non presenta alcuna correlazione con le macchie sulla pelle come conferma anche un recente studio del l'American Dietetic Association. La presenza di anandamide, un endocannabinoide associato alla cannabis ha anche avallato l'ipotesi che il cioccolato possa creare dipendenza. In realtà si tratta di una percentuale così bassa che occorrerebbe mangiare almeno 20 chili di cioccolato per patirne assuefazione.
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Le percentuali della cioccolata fondente
La cioccolata fondente non è migliore per principio. E' falsa la tesi secondo la quale una cioccolata fondente ad alta percentuale di cacao sia migliore di un altro prodotto con percentuali inferiori. Per fare un esempio pratico, un prodotto a base cioccolato fondente al 60% fatto con cacao Criollo e con zucchero di alta qualità è da considerare decisamente più pregiato di un prodotto a base di cioccolato fondente al 70% fatto con cacao Forastero. La qualità del cioccolato può incidere sul risultato finale. Ecco perchè non tutti i prodotti a base di cioccolato fondente sono paragonabili e confrontabili solo sulla base della percentuale di cacao.
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.