Conservazione dei cibi in frigorifero in estate, ecco le regole da seguire per carne, pesce e latticini

Ecco come gestire in estate le temperature del frigorifero per non far deperire gli alimenti

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Le temperature del frigorifero rallentano ma non bloccano la proliferazione batterica: ecco come gestire gli alimenti deperibili

Conservare correttamente i cibi in frigorifero è fondamentale per tutelare la nostra salute e mantenere gli alimenti che acquistiamo ancora integri e idonei al consumo. Occorre conoscere con attenzione le regole di conservazione di prodotti come i latticini, il pesce, la carne e le verdure, soprattutto durante le stagioni calde. Si tratta di prodotti che soprattutto in estate possono deperire rapidamente e contaminarsi battericamente se non vengono conservati in maniera adeguata. La temperatura del frigorifero non impedisce la crescita batterica, ma può solo rallentarla. Ecco perché bisogna conoscere per bene i tempi reali di conservazione di ciascun alimento al fine di prevenire intossicazione alimentari.

Come gestire il frigorifero

Vi sono alcune variabili che possono condizionare i tempi di deperibilità dei cibi. Se un frigorifero, ad esempio, viene aperto in continuazione, la temperatura difficilmente potrà essere più bassa dei 5 gradi che servirebbero per mantenere il prodotto sano. La temperatura ideale di un frigorifero dovrebbe aggirarsi attorno ai 4 gradi centigradi e non di più. In genere la mensola più bassa è quella con la temperatura più bassa dove dovremo riporre carne e pesce, mentre le verdure dovrebbero essere conservate nei cassetti in basso. La regola area dovrebbe essere quella di collocare i cibi cotti nella parte alta e quelli crudi nella parte bassa. Seguendo questa semplice regola, è possibile allungare la vita dei prodotti di almeno un paio di giorni.

Gli alimenti e le corrette conservazioni

Le carni macinate dovrebbero essere conservate in frigorifero per un periodo non superiore ai due giorni, mentre per bistecche e arrosti i tempi possono andare dai tre ai cinque giorni se viene rispettata la temperatura. Il pollame invece tende a deperire molto più rapidamente, quindi i tempi di conservazione non possono superare i due giorni. È dunque buona regola quella di congelare il pollame se non si ha intenzione di consumarlo entro un paio di giorni. Anche per il pesce fresco i tempi di conservazione sono molto ridotti. Filetti e tranci non dovrebbero essere conservati per un periodo superiore a 48 ore, mentre il pesce grasso tende ad ossidarsi più lentamente e quindi i tempi possono allungarsi fino a quattro giorni circa. Per quanto concerne i latticini, il latte fresco ha una durata che non supera i quattro giorni, mentre yogurt e formaggi possono essere conservati per un periodo non superiore ai 14 giorni. Quindici giorni il tempo utile per consumare panna e burro conservati in frigorifero, mentre per le verdure conservate nei cassetti la durata di lattuga e spinaci non supera i sette giorni, mentre per carote e patate è possibile anche mantenerli in frigorifero per circa un mese. Per quanto concerne i salumi aperti, invece, i tempi sono piuttosto ridotti e non superano i quattro giorni circa a parte il prosciutto crudo che ha una resistenza un po' più lunga.


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Attenti alle temperature

È di fondamentale importanza che la temperatura del frigorifero non superi i quattro gradi. Un frigorifero che ha una temperatura di 7-8 gradi centigradi dimezza i tempi di sicurezza dei prodotti favorendo la proliferazione di batteri pericolosi per il nostro organismo come la listeria o la salmonella. In ogni caso, prima di consumare un prodotto, è sempre importante odorarlo e osservarne l'aspetto con attenzione evitando di affidarsi solo ed esclusivamente alla data di scadenza.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.