Disfonia, quali sono i fattori di rischio e quando è il caso di rivolgersi al medico
di Marco Reda
Disfonia: cos’è, quali sono le cause più comuni, quando preoccuparsi e come intervenire per proteggere la voce
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Cos'è la disfonia e perché è importante non sottovalutare nessun cambiamento della voce
La disfonia è un'alterazione della voce che può manifestarsi con cambiamenti nel tono, nel volume o nella qualità del suono emesso. Essa può comparire in modo improvviso oppure svilupparsi gradualmente, rendendo la voce più debole, roca o instabile. Non si tratta solo di un fastidio momentaneo: in alcuni casi può essere il segnale di un problema più serio a carico delle corde vocali o della laringe. Le cause possono essere diverse e non sempre immediatamente evidenti, motivo per cui è importante non ignorare i sintomi. Ecco quali sono i fattori di rischio e quando è il caso di rivolgersi al medico, come riportato da Humanitas.it.
Fattori di rischio
Diversi fattori possono aumentare la probabilità di sviluppare una disfonia, spesso legati allo stile di vita o a condizioni di salute preesistenti. L'età avanzata rappresenta uno dei principali fattori, poiché con il tempo le corde vocali possono perdere elasticità. Anche il consumo eccessivo di alcol e il fumo di sigaretta incidono negativamente sulla salute della laringe, favorendo irritazioni e infiammazioni. Le allergie e le infezioni delle vie respiratorie superiori possono compromettere la qualità della voce, così come il reflusso gastroesofageo che irrita le mucose. Un uso scorretto o prolungato della voce, tipico ad esempio di chi parla molto per lavoro, può causare affaticamento vocale. Non vanno sottovalutate neppure le malattie neurologiche e lo stress psicologico, che possono influire sul controllo della voce. Altri fattori includono tumori della laringe, esiti cicatriziali da interventi o traumi al collo, disidratazione delle mucose e disturbi della tiroide.
Quando consultare il medico
Non sempre la disfonia richiede un intervento immediato, tuttavia esistono segnali inequivocabili che non devono essere ignorati. Se il disturbo persiste per più di due settimane è consigliabile sottoporsi a un controllo specialistico. Una perdita completa della voce che dura oltre due giorni rappresenta un altro campanello d'allarme. Anche cambiamenti evidenti, come una voce improvvisamente più roca, stridula o più grave del normale, meritano attenzione allo stesso modo. La presenza di dolore alla gola persistente o di una sensazione di secchezza continua può indicare un problema sottostante. Altri sintomi da monitorare sono la necessità frequente di schiarirsi la voce e la difficoltà a parlare. È importante rivolgersi al medico anche in presenza di segnali associati più seri, come dolore all'orecchio, perdita di peso inspiegabile, mancanza di appetito, presenza di sangue nel catarro o ingrossamento dei linfonodi del collo.
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Cause e trattamenti
La disfonia può avere origine organica o funzionale. Tra le cause organiche rientrano infiammazioni come le laringiti, malformazioni congenite, traumi e la presenza di lesioni, sia benigne (polipi, noduli, cisti) sia maligne. Le forme funzionali, invece, sono spesso legate a un uso scorretto della voce o a situazioni senza una causa evidente. La diagnosi si basa su una visita specialistica con valutazione clinica e, se necessario, esami come la laringoscopia o indagini più approfondite. Il trattamento varia in base all'origine del disturbo: può includere farmaci specifici, terapia logopedica per migliorare l'uso della voce o interventi chirurgici nei casi più complessi. In generale, è sempre consigliato idratarsi adeguatamente e concedere riposo alle corde vocali per favorire la guarigione.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.