Disfunzione microvascolare, la Dottoressa Serenella Castelvecchio spiega di cosa si tratta e quali sono i sintomi

Disfunzione microvascolare del cuore: cos'è, sintomi da riconoscere, cause e come si cura secondo la Dott.ssa Castelvecchio

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Tutto ciò che c'è da sapere sulla disfunzione microvascolare, i chiarimenti della Dottoressa Serenesrella Castelvecchio

Il cuore non dipende solo dalle grandi arterie coronarie: a nutrirlo di ossigeno è anche una rete capillare di vasi minuscoli, il cosiddetto microcircolo coronarico, la cui corretta funzione è indispensabile per la salute del muscolo cardiaco. Quando questo sistema si inceppa, possono comparire sintomi anche significativi pur in totale assenza di ostruzioni nelle coronarie principali. Tale condizione prende il nome di disfunzione microvascolare. A parlarne in modo approfondito per GruppoSanDonato.it è la Dottoressa Serenella Castelvecchio, cardiologa e responsabile del Programma di Medicina di Genere presso l'IRCCS Policlinico San Donato di Milano.

Che cos'è la disfunzione microvascolare

La disfunzione microvascolare è un'alterazione del funzionamento delle arteriole e dei capillari cardiaci, quei vasi di piccolo calibro incaricati di regolare il flusso di sangue al miocardio momento per momento. In condizioni normali questi vasi si adattano continuamente alle esigenze dell'organismo, dilatandosi sotto sforzo e restringendosi a riposo. Quando questo meccanismo si altera il cuore riceve meno ossigeno del necessario, in particolare durante l'attività fisica o in situazioni di stress, con conseguenze che clinicamente assomigliano a quelle di una coronaropatia classica. La differenza sostanziale rispetto alla malattia coronarica ostruttiva è che qui le grandi arterie appaiono integre e la disfunzione non è rilevabile con gli esami convenzionali di primo livello, il che rende la diagnosi più complessa e spesso più lunga.

I sintomi

I sintomi della disfunzione microvascolare ricalcano in parte quelli dell'angina pectoris ma possono presentarsi in modo più sfumato, motivo per cui vengono facilmente trascurati. I pazienti riferiscono tipicamente dolore o senso di oppressione al petto, affanno, affaticamento e ridotta tolleranza allo sforzo fisico. Nelle donne il quadro sintomatico tende ad essere ancora meno classico: il dolore può irradiarsi alla schiena, alla mandibola o alle braccia, e si associa spesso a nausea, fiato corto e stanchezza intensa. Questa presentazione atipica è tra le ragioni principali per cui nelle pazienti di sesso femminile la diagnosi arriva spesso in ritardo o viene sottostimata. La Dottoressa Castelvecchio mette in guardia: non bisogna considerare rassicurante un elettrocardiogramma o una coronarografia nella norma se i sintomi cardiaci persistono, perché la disfunzione microvascolare può restare invisibile agli esami standard e richiedere indagini più approfondite come la risonanza magnetica cardiaca, la PET, l'ecocardiogramma da stress o la valutazione della riserva di flusso coronarico.


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Le cause di disfunzione cardiovascolare

Alla radice della disfunzione microvascolare c'è quasi sempre una compromissione dell'endotelio, il sottile strato che riveste internamente i vasi sanguigni e ne regola la capacità di dilatarsi. Tra i principali meccanismi coinvolti figurano l'infiammazione e l'aumento dello stress ossidativo, i quali compromettono la risposta vascolare alle richieste del muscolo cardiaco. I fattori di rischio classici  (ipertensione, diabete, colesterolo alto, fumo, obesità e sedentarietà) favoriscono questa disfunzione endoteliale e spesso coesistono tra loro. Nelle donne, poi, la riduzione degli estrogeni dopo la menopausa gioca un ruolo aggiuntivo: questi ormoni esercitano un effetto protettivo sull'endotelio e sulla circolazione, e il loro calo può accelerare la comparsa di rigidità vascolare e alterazioni del microcircolo.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.