Donne, la durata della vita può dipendere dal numero dei figli: i risultati di uno studio

La quantità di figli partoriti potrebbe essere associabile a una riduzione degli anni di vita: ecco cosa si è scoperto

Gravidanza e longevità (foto: pixabay)
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Investire grandi quantità di energia nella riproduzione può precludere la possibilità di vivere a lungo: i risultati di una ricerca finlandese

La durata della vita delle donne che procreano potrebbe essere condizionata anche dal numero dei figli partoriti. E' questa la conclusione alla quale è giunta una ricerca pubblicata su Nature Communications ed effettuata da un team di scienziati dell'Università di Helsinki, in Finlandia, secondo la quale, avere più figli della media o non averne affatto, influenzerebbe la durata della vita determinando un invecchiamento biologico più rapido. Questo studio potrebbe dare un contributo notevole allo sviluppo delle recenti teorie sulla biologia evolutiva.

La teoria del corpo usa e getta

Secondo la teoria del “corpo” usa e getta, la vita degli esseri umani si svolge nel segno di un equilibrio molto sottile e interdipendente tra riproduzione e sopravvivenza. Impiegare più risorse per riprodursi, sottrarrebbe risorse per la nostra sopravvivenza. Come ha avuto modo di spiegare la ricercatrice Mikaela Hukkanen (Università di Helsinki), le donne che investono grandi quantità di energie nella riproduzione, si vedono sottratta tale energia ai “meccanismi di mantenimento e riparazione del corpo, il che potrebbe ridurre la durata della vita."

Come è stato condotto lo studio

Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno passato al setaccio i dati presenti in un dabatase in cui sono inseriti i dati di 14.836 donne gemellari (per ridurre al minimo l'influenza dei fattori genetici). Mentre un sottoinsieme costituito da 1.054 partecipanti è stato valutato per i marcatori dell'invecchiamento biologico. Successivamente i partecipanti a tale screening sono state raggruppate in sette gruppi in base al numero di figli procreati (vivi) e alla data del parto. I risultati di questo studio hanno esisti sorprendenti.


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I risultati dello studio

Dal punto di vista statistico è risultato che, le donne che non avevano partorito o che si trovavano nel gruppo più alto (media di 6,8 figli), hanno avuto risultati peggiori in termini di invecchiamento biologico e rischio di mortalità. Segni di invecchiamento rapido e precoce sono stati evidenziati anche nelle donne che hanno partorito in giovane età, anche se tali risultati sono stati condizionati da altri fattori non irrilevanti come il consumo di alcol e l'indice di massa corporea (BMI). Il gruppo che invece ha fatto registrare marcatori più bassi di invecchiamento biologico e rischio di mortalità è risultato quello composto da donne con un numero medio di figli tra due e tre e tra coloro che hanno avuto gravidanze approssimativamente tra i 24 e i 38 anni.

Le analisi condotte dall'equipe finlandese hanno anche rivelato come avere un figlio in giovane età sia da associare anche all'invecchiamento biologico. Un aspetto correlabile alla teoria evoluzionistica, poiché “la selezione naturale – hanno spiegato gli scienziati finlandesi a conclusione del proprio screening – potrebbe favorire una riproduzione precoce che comporta tempi di generazione complessivi più brevi, anche se ciò comporta costi sanitari associati all'invecchiamento." Queste associazioni non vanno intese come relazioni causa-effetto dirette tra gravidanza e morte precoce. La durata della vita può dipendere da numerosi altri fattori che influenzano l'invecchiamento biologico come lo stile di vita e le abitudini alimentari. Sulla scorta di questi risultati, hanno spiegato gli scienziati, la “donna non dovrebbe quindi prendere in considerazione la possibilità di cambiare i propri piani o desideri riguardo ai figli”.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.