Fibrosi polmonare, di cosa si tratta e quali sono i sintomi principali

Fibrosi polmonare, ecco cos’è questa malattia respiratoria, quali sono i sintomi più comuni e come si può trattare

1 di 2

Guarda la versione integrale sul sito >

Tutto ciò che c'è da sapere sulla fibrosi polmonare: come si manifesta e in che modo si cura

La fibrosi polmonare è una patologia cronica che colpisce i polmoni e altera progressivamente il tessuto che permette la respirazione. Con il passare del tempo, il tessuto polmonare sano viene sostituito da tessuto cicatriziale, il che rende i polmoni più rigidi e meno capaci di espandersi durante l'inspirazione. Tale processo riduce la capacità dell'organismo di trasferire ossigeno al sangue. La malattia può svilupparsi lentamente nel corso degli anni e spesso viene diagnosticata quando il danno è già avanzato. É però possibile riconoscere i sintomi: ecco quali sono, come riportato da SantAgostino.it.

Cos'è la fibrosi

La fibrosi polmonare è una progressiva cicatrizzazione del tessuto dei polmoni. Quando esso viene danneggiato, o infiammato, l'organismo attiva un processo di riparazione che, in alcuni casi, porta alla formazione di tessuto cicatriziale. Questo tessuto non è elastico come quello sano e limita la capacità dei polmoni di espandersi e contrarsi durante la respirazione. Nel tempo i polmoni diventano quindi più rigidi e meno efficienti nel garantire un adeguato scambio di ossigeno con il sangue. Esistono due forme principali di questa malattia: la più diffusa è la fibrosi polmonare idiopatica, nella quale non è possibile individuare una causa precisa, l'altra invece è legata a fattori noti come malattie reumatologiche, esposizione a sostanze tossiche, farmaci o radiazioni.

I sintomi principali

Uno dei segnali più comuni di fibrosi polmonare è la dispnea, ovvero la difficoltà a respirare, che inizialmente si manifesta durante gli sforzi fisici e successivamente anche nelle attività quotidiane. Un altro sintomo tipico è la tosse secca persistente che può durare a lungo senza miglioramenti evidenti. Molti pazienti riferiscono anche una sensazione costante di stanchezza e affaticamento, dovuta alla ridotta ossigenazione dell'organismo. In alcuni casi si osserva una perdita di peso non intenzionale. Durante la visita medica possono essere percepiti rumori respiratori particolari, simili a piccoli crepitii, che indicano la presenza di alterazioni nel tessuto polmonare. Nelle fasi più avanzate della malattia può comparire anche la cosiddetta “dita a bacchetta di tamburo“, una deformazione delle dita che rappresenta un segno di sofferenza respiratoria cronica.


Guarda la versione integrale sul sito >

1 di 2
2 di 2

Guarda la versione integrale sul sito >

Cause e trattamenti

In alcuni casi la causa di fibrosi polmonare resta sconosciuta, come avviene nella fibrosi polmonare idiopatica, mentre in altri può essere collegata a fattori specifici. Tra i principali fattori di rischio figurano il fumo di sigaretta, l’esposizione prolungata a polveri industriali o minerali come amianto, silicio e carbone, oltre al contatto con gas tossici o sostanze chimiche presenti in alcuni ambienti di lavoro. Anche alcune malattie autoimmuni, come la sclerodermia, possono favorire la comparsa della patologia, così come infezioni polmonari croniche. In alcuni casi entrano in gioco anche fattori genetici. Attualmente non esiste una cura definitiva, tuttavia sono disponibili trattamenti in grado di rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita. Tra i farmaci utilizzati ci sono gli antifibrotici come Nintedanib e Pirfenidone. In alcuni pazienti viene prescritta anche l'ossigenoterapia per migliorare la respirazione durante le attività quotidiane. A queste terapie si affiancano programmi di riabilitazione respiratoria.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

Guarda la versione integrale sul sito >

2 di 2



Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.