Ictus, la Prof.ssa Maria Salsone spiega come riconoscere i sintomi iniziali e come agire tempestivamente
di Marco Reda
Tutto ciò che c'è da sapere sull'ictus e come gestirlo: le indicazioni della Professoressa Maria Salsone
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L'ictus è un’emergenza medica grave e da non sottovalutare mai: ecco i suggerimenti della Professoressa Maria Salsone
L'ictus è un evento neurologico pericoloso e rappresenta una delle principali cause di morte e disabilità a livello globale. Esso si verifica quando il flusso di sangue al cervello viene interrotto o ridotto, il che priva le cellule nervose di ossigeno e nutrienti essenziali. Anche pochi minuti possono fare la differenza tra un recupero possibile e danni permanenti. Per questo motivo è fondamentale riconoscere subito i segnali e intervenire senza esitazioni. La Professoressa Maria Salsone, responsabile dell'Unità Operativa di Neurologia e della Stroke Unit dell'IRCCS Policlinico “San Donato" (MI) e Professore associato di Neurologia presso l'Università Vita-Salute “San Raffaele" di Milano, ha spiegato a GruppoSanDonato.it come riconoscere i sintomi iniziali e come agire tempestivamente.
Sintomi iniziali
Nella maggior parte dei casi l'ictus si manifesta in modo improvviso con difficoltà nel parlare o nel muovere una parte del corpo, spesso coinvolgendo un solo lato. Tra i segnali più comuni ci sono la debolezza o la paralisi di viso, braccio o gamba che possono comparire in un istante e senza preavviso. Anche il linguaggio può risultare compromesso: si possono avere problemi ad articolare le parole, comprenderle oppure esprimersi in modo chiaro. Non sono rari disturbi della vista, come visione doppia o perdita parziale della capacità visiva. Possono inoltre comparire perdita di equilibrio, vertigini e difficoltà a coordinare i movimenti. In alcuni casi si manifesta un forte mal di testa improvviso, spesso descritto come il peggiore mai provato, accompagnato da nausea, vomito o perdita di coscienza, soprattutto nelle forme emorragiche. Un aiuto pratico per riconoscere l'ictus è la regola FAST: volto asimmetrico, debolezza a un braccio, difficoltà nel parlare e necessità di agire subito.
Cosa fare subito
Quando si sospetta un ictus la prima cosa da fare è chiamare immediatamente il numero di emergenza 112 o 118. È importante non somministrare farmaci, cibo o bevande alla persona colpita, per evitare complicazioni. Nel frattempo il paziente va mantenuto sdraiato in posizione sicura, in modo da controllare che respiri regolarmente. Un aspetto cruciale è osservare con attenzione i sintomi e riferirli ai soccorritori, indicando se possibile l'orario preciso di insorgenza, dato importante per stabilire la terapia più adeguata. In ospedale, la diagnosi può essere confermata tramite esami come TAC o risonanza magnetica cerebrale, i quali permettono di distinguere tra ictus ischemico ed emorragico e intervenire rapidamente. Un intervento tempestivo, comunque, consente di ridurre in modo significativo i danni neurologici.
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Cause più frequenti
Alla base dell'ictus ci sono principalmente due meccanismi: l'ostruzione di un'arteria, che provoca l'ictus ischemico, e la rottura di un vaso sanguigno, responsabile della forma emorragica. Il primo rappresenta la grande maggioranza dei casi ed è spesso legato alla formazione di trombi o emboli che bloccano il flusso sanguigno. Tra i fattori di rischio più comuni figurano pressione arteriosa elevata, diabete e colesterolo alto, condizioni che danneggiano progressivamente i vasi sanguigni. Un ruolo particolarmente rilevante è giocato dalla fibrillazione atriale, un'aritmia che favorisce la formazione di coaguli. Anche abitudini scorrette come il fumo, l'abuso di alcol e la sedentarietà aumentano il rischio. L'ictus può colpire anche persone giovani, soprattutto in presenza di patologie cardiache, malattie genetiche o uso di sostanze.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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