Il caffè decaffeinato potrebbe avere benefici maggiori per il cervello rispetto alla versione con caffeina: ecco cosa si è scoperto
I consumatori di caffe decaffeinato avrebbero evideziato benefici soprattutto per quanto riguarda la memoria
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Una nuova ricerca pubblicata su Nature Communications ha svelato alcuni benefici legati al consumo di caffè decaffeinato
Che la caffeina possa incidere sul nostro cervello era già un concetto noto da tempo, ma un recente studio pubblicato su “Nature Communications” nello scorso mese aprile, ha fornito prove ulteriori sugli effetti della caffeina addirittura dimostrando come questa sostanza sia in grado di “stimolare" alcuni microrganismi del nostro intestino, che a loro volta incidono sulla “comunicazione" tra intestino e cervello. Come ha avuto modo di chiosare il neurobiologo, John Cryan, dell'Università di Cork (Irlanda), il caffè non è solo una bevanda a base di caffeina, ma rappresenta “un fattore dietetico complesso che interagisce con i microbi intestinali, con il metabolismo e persino con il nostro benessere emotivo".
Cosa è stato dimostrato
In uno studio del 2013, lo stesso neurobiologo (insieme al collega Ted Dinan) avevano già effettuato dei test che avevano dimostrato come i probiotici siano in grado di plasmare il microbioma intestinale e potenzialmente migliorare la salute mentale attraverso la comunicazione con il cervello. Il nuovo studio pubblicato ad aprile si è invece concentrato sull'interferenza della caffeina nell'asse intestino-cervello. I risultati di questo studio avrebbero dimostrato come i benefici della nostra tazzina mattutina coinvolgano i microbi intestinali più che la caffeina.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio condotto su 31 consumatori abituali di caffè si è concentrato sugli effetti legati alla presenza di altre sostanze all'interno del caffè, differenti dalla caffeina. In particolar modo sui polifenoli, composti di origine vegetale noti per nutrire i microbi dell'intestino umano. L'obiettivo era quello di dimostrare come il caffè, attraverso i polifenoli, sia in grado di influenzare il microbioma. Ai 31 partecipanti è stato chiesto di sospendere l'assunzione delle loro solite 3-5 tazze giornaliere per un periodo di due settimane. I risultati sono stati davverso sorprendenti.
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Conclusione
Il risultato è stato un cambiamento significativo nel profilo del microbiota intestinale rilevato nei campioni di feci. Dopo la fase di sospensione a metà dei partecipanti è stato somministrato caffè decaffeinato, mentre all'altra metà caffè con caffeina. Nessuno dei partecipanti era stato informato su quale tipo di caffè aveva bevuto. Si sono evidenziati nelle persone che hanno assunto caffeina effetti benefici sulle funzioni cognitive e sull'umore, ma il dato davvero sorprendente riguarda gli assuntori della versione decaffeinata.
Fra i partecipanti allo studio, solo chi ha bevuto caffè decaffeinato ha evidenziato miglioramenti significativi nei test di memoria dopo la reintroduzione della bevanda. I partecipanti, infatti, sono stati sottoposti durante i test ad ulteriori test di apprendimento e memorizzazione di una serie di parole e di posizioni spaziali. Il gruppo che ha assunto caffè decaffeinato ha ottenuto risultati migliori in diverse sezioni del test sulle parole e ha commesso meno errori nel test di localizzazione spaziale. Non sono stati evidenziati miglioramenti nei soggetti che hanno assunto caffè caffeinato. Secondo gli esperti questi benefici per la memoria potrebbero derivare dai polifenoli contenuti nel caffè che nutrono i microbi intestinali, innescando una reazione a catena di cambiamenti interni che migliorerebbe le funzioni cognitive. La caffeina, dunque, è solo una delle sostanze che apporta benefici (se consumata con moderazione). Il caffè, dunque, è una miniera di sostanze che possono fare bene al cervello in qualunque versione venga consumato. Ovviamente, trattandosi di uno studio condotto su un campione esiguo, occorre attendere i risultati di altri studi più probanti per confermare queste conclusioni.
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