Il cervello si trasforma tra i 50 e i 75 anni in modo rilevante: la ricerca

Tra i 50 e i 75 anni il cervello affronta una trasformazione importante che potrebbe essere collegata con il rischio demenze

Dieta Mind - Foto Pixabay
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Trasformazione del cervello tra i 50 e i 75 anni, la ricerca pubblicata su Science

Una serie di trasformazioni silenziose che il cervello umano vive tra i 50 e i 75 anni potrebbe chiarire perché il processo di invecchiamento rappresenti un elemento che aumenta significativamente il rischio di sviluppare Alzheimer e altre patologie neurodegenerative. Alla luce di questi cambiamenti è una ricerca pubblicata su Science, che ha esaminato come la regolazione dei geni (ossia il meccanismo che accende e spegne determinati geni in base alle esigenze dell'organismo e che sostiene il differenziamento delle cellule) varia con il passare del tempo. L'indagine si concentra sulle cellule dell'ippocampo, un'area del cervello fondamentale per le funzioni mnemoniche. E' quanto riportato da focus.it.

Il declino della microglia

Le modifiche più evidenti sono state osservate nella microglia, l'insieme delle cellule che si occupano della vigilanza immunitaria nel sistema nervoso centrale. I ricercatori del New York Genome Center che hanno partecipato allo studio, hanno notato che, all'incirca nell'età compresa tra i 50 e i 75 anni, queste cellule subiscono un notevole calo e vengono sostituite da altre cellule, le quali presentano caratteristiche molecolari più simili a quelle delle cellule del sistema immunitario del sangue. Queste nuove cellule di “sostituzione" inviano segnali infiammatori più intensi e potrebbero essere coinvolte nei processi infiammatori che si ritiene siano anche legati alle demenze.

Uno scudo più poroso

Il secondo cambiamento osservato nella ricerca è una diminuzione delle cellule che sostengono la barriera emato-encefalica, la quale controlla il transito delle sostanze chimiche dal sangue al cervello e viceversa, offrendo protezione al sistema nervoso da avvelenamenti e tossicità. Il graduale indebolimento di queste due difese potrebbe mettere il cervello a rischio di accumulare tossine e di subire processi infiammatori più gravi.


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Una struttura del genoma più caotica

All'interno dei nuclei di varie categorie di cellule cerebrali, i ricercatori hanno finalmente notato un degrado della struttura tridimensionale del DNA, che potrebbe influenzare le variazioni nell'espressione genica ed essere un carattere distintivo dell'invecchiamento del cervello. Tali modifiche contribuiscono alla comprensione del fatto che l'invecchiamento cerebrale sia un fenomeno articolato, che coinvolge non solo aspetti vascolari e neurali, ma anche attori del sistema immunitario. Capire in che modo l'organizzazione spaziale del DNA incida sulla regolazione dei geni, o come le alterazioni del sistema immunitario possano impattare i meccanismi infiammatori nel cervello, supporterà l'ottimizzazione delle indagini per proteggere il sistema nervoso da patologie degenerative.

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.