Il dottor Berrino ammonisce: «L’80% di ciò che vedete sugli scaffali non è cibo reale», ecco cosa vuol dire
Ecco cosa vuol dire la frase attribuita al professor Berrino sulla qualità del cibo che troviamo sugli scaffali
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Si tratta di un appello a tutti i consumatori affinchè controllino sempre scrupolsamente le etichette dei prodotti che si acquistano nei supermercati
Una frase attribuita al medico ed epidemiologo Franco Berrino torna ciclicamente a circolare sui social e nei dibattiti sull’alimentazione. Proprio recentemente il noto professionista ha dichiarato che «L’80% di ciò che vedete sugli scaffali non è cibo reale». Un’affermazione che, pur priva di una fonte scientifica verificabile, ha riacceso l’attenzione su un tema centrale per la salute pubblica: la qualità degli alimenti che acquistiamo ogni giorno nei supermercati.
Il nodo degli ultraprocessati
Secondo gli esperti di nutrizione, il problema non è nuovo. Negli scaffali dei supermercati è sempre più diffusa la presenza di prodotti ultraprocessati, alimenti che contengono ingredienti aggiunti per migliorarne sapore, consistenza, colore o conservazione. Zuccheri, sale, grassi, additivi e aromi sono spesso parte integrante di questi prodotti, pensati per essere appetibili e durare più a lungo. Un consumo frequente, spiegano i nutrizionisti, può rendere più difficile mantenere un’alimentazione equilibrata, favorendo abitudini che nel lungo periodo possono incidere sul benessere generale.
La precisazione necessaria
Nonostante la forza comunicativa della frase attribuita a Berrino, la percentuale dell’80% non è supportata da dati ufficiali. Non esiste, infatti, una ricerca scientifica che quantifichi in modo preciso la presenza di “non-cibo” sugli scaffali. Allo stesso modo, la presenza di additivi non implica automaticamente che un prodotto sia dannoso: molti sono autorizzati e considerati sicuri dalle autorità sanitarie. In ogni caso sarebbe sempre meglio controllare con attenzione le etichette dei prodotti prima di decidere se acquistarli o meno.In un mercato alimentare sempre più complesso, la responsabilità del consumatore diventa centrale. Leggere le etichette, conoscere gli ingredienti e distinguere tra alimenti freschi e prodotti molto lavorati, sono comportamenti fondamentali per orientarsi. Gli esperti suggeriscono di privilegiare, quando possibile, cibi freschi, poco trasformati e con liste di ingredienti brevi. Una scelta che non richiede rinunce drastiche, ma attenzione e informazione.
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Tra percezione e realtà
La frase attribuita a Berrino continua a circolare perché intercetta una preoccupazione diffusa: la distanza crescente tra ciò che chiamiamo “cibo” e ciò che effettivamente portiamo in tavola. Una distanza che non si colma con slogan, ma con educazione alimentare, trasparenza e scelte quotidiane più consapevoli.
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.