Influenza 2026-2027, il Prof. Fabrizio Pregliasco spiega come riconoscerla, curarla e quando vaccinarsi
di Marco Reda
Influenza 2026-2027, cosa aspettarsi dalla nuova stagione: come riconoscere i sintomi, come curarla e quando vaccinarsi secondo il Professor Pregliasco
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Influenza 2026/2027: tutto ciò che c'è da sapere svelato dal Professor Fabrizio Pregliasco
Con l'arrivo dell'autunno tornano le solite domande: è influenza o semplice raffreddore, conviene vaccinarsi anche con temperature miti, e quando serve davvero il Pronto Soccorso? La stagione 2026-2027 si preannuncia delicata: opo un'annata che ha superato i 15 milioni di casi, infatti, ora ne sono attesi tra i 12 e i 14 milioni e i segnali dall'emisfero australe, dove prevale il ceppo A/H3N2, invitano a non abbassare la guardia. Il Professor Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio e Professore associato di Igiene Generale e Applicata presso la sezione di Virologia del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell'Università degli Studi di Milano, ha spiegato a Grupposandonato.it come riconoscerla, in che modo curarla e quando vaccinarsi.
Come riconoscere l'influenza vera
Secondo l'Osservatorio Salute IQVIA, presentato il 16 settembre 2026, nell'ultimo anno il 48% degli italiani ha avuto influenza o sintomi influenzali. I più diffusi sono stati raffreddore (83%), tosse (72%), dolori e malessere (62%), mal di testa (56%) e febbre oltre i 38°C (46%), con una durata media di 6 giorni. Per Pregliasco si parla di influenza vera, con buona probabilità, quando sono presenti insieme esordio brusco, febbre sopra i 38 gradi, almeno un sintomo respiratorio e almeno un sintomo sistemico, come dolori muscolari o spossatezza. Se ne manca uno, è più facile che si tratti di una sindrome simil-influenzale. Negli anziani e nei soggetti fragili la risposta immunitaria è meno pronta e la febbre può restare bassa: vanno osservati confusione mentale, aumento della frequenza cardiaca o respiratoria e peggioramento generale.
Come curarla senza errori
I farmaci di automedicazione, ha spiegato Pregliasco, servono ad attenuare i sintomi ma non ad azzerarli: è come abbassare il volume di una radio che però continua comunque a funzionare. Riposo e idratazione restano parte della cura e aiutano a non contagiare gli altri. I farmaci vanno scelti in base ai sintomi presenti, leggendo il foglietto illustrativo e chiedendo al farmacista dosaggi e interazioni, soprattutto per gli anziani e per chi assume più terapie. L'antibiotico va usato solo su indicazione del medico e in presenza di una sovrainfezione batterica, in quanto non aiuta contro i virus e favorisce l'antibiotico-resistenza. Per i disturbi lievi il primo riferimento è il farmacista mentre medico di famiglia, o pediatra, vanno contattati in caso di dubbi o se i sintomi non migliorano dopo alcuni giorni. La febbre alta di per sé non è un motivo per andare in Pronto Soccorso, che va riservato ai reali segnali di allarme, soprattutto negli anziani e nei fragili.
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Quando vaccinarsi e chi protegge
Nella scorsa stagione solo poco più del 20% degli italiani si è vaccinato contro l'influenza, la metà rispetto al 2021, con un'adesione più alta tra gli over 60 (38%). La campagna è già partita e, indipendentemente dal clima, la vaccinazione va programmata secondo il calendario stagionale, per arrivare preparati quando il virus entrerà nel vivo. Vaccinarsi non dà la certezza di non ammalarsi: il valore del vaccino sta nel ridurre forme gravi, complicanze e ospedalizzazioni, soprattutto nei soggetti vulnerabili. Particolare attenzione va a anziani e persone fragili, a chi ha malattie respiratorie croniche, nelle quali un'infezione può scatenare una riacutizzazione, e ai bambini, per i quali la protezione può iniziare dai 6 mesi di vita. Quest'anno il vaccino antinfluenzale può essere somministrato insieme a quello contro il Covid-19 e, per anziani e persone a rischio, è l'occasione per valutare anche pneumococco ed herpes zoster, nella stessa seduta.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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