Influenza e variante K, il prof. Pregliasco spiega quanto durano i sintomi, come curarli e chi rischia di più

Influenza e variante K, il prof. Pregliasco spiega quanto durano i sintomi, quelli dopo l'influenza, come curarli e chi rischia di più

1 di 2

Guarda la versione integrale sul sito >

Influenza K

L'influenza K, secondo Pregliasco può avere effetti persistenti che durano fino a 15 giorni. L'ultimo report del Ministero della Salute segnala un aumento delle patologie respiratorie, così come degli ingressi negli ospedali. “Sono stati stimati circa 950mila nuovi casi, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 5,8 milioni di casi“. L'incidenza più elevata si registra, come succede di solito, nella fascia d'età 0-4 anni, con circa 50 casi per ogni 1.000 assistiti. L'intensità della situazione è molto accentuata in Veneto, nella provincia di Bolzano, nelle Marche e in Campania, alta in Sicilia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Abruzzo, media in Val d'Aosta, Lombardia, Toscana e Puglia, e bassa nel resto del Paese.

Durata dei sintomi

Pregliasco sostiene che la sintomatologia della vera influenza si consuma in cinque giorni, quindi è più intensa nell'inizio e nella pesantezza dei sintomi. Però finisce, salvo sovrainfezioni batteriche che evidenziano una tosse produttiva.

Sintomi dopo l'influenza?

Pregliasco indica che c'è da notare, che ciò che non è considerato influenza reale include una parte delle forme che osserviamo, influenzate da altri virus come metapneumovirus e parainfluenzali, i quali tendono a presentare sintomi meno gravi ma che durano più a lungo, con una tosse e una febbre che si protraggono. Il virologo dice anche che l'influenza ha effetti residui, che si manifestano in una sorta di stanchezza, fondamentalmente, che può durare circa quindici giorni.


Guarda la versione integrale sul sito >

1 di 2
2 di 2

Guarda la versione integrale sul sito >

Come curarli

Pregliasco afferma che c'è poco da fare, il che significa che è importante riprendere gradualmente e in modo sereno quelle che sono le normali azioni quotidiane della persona, evitando sforzi fisici e seguendo una dieta leggera per non appesantire lo stomaco, poiché, oltre alla stanchezza, si può riscontrare anche una ridotta voglia di mangiare. L'esperto aggiunge che potrebbe persistere una tosse, in particolare una tosse secca che provoca irritazione, quindi non causata direttamente dal virus che ha danneggiato le cellule. Inoltre, spiega che a questo punto, rimangono solo degli antitossigeni da utilizzare con buonsenso.

Chi è a rischio

Pregliasco non dice nulla di nuovo che non sia già stato detto da altri specialisti, tutti coloro che sono vulnerabili devono prestare attenzione, un aspetto fondamentale è la reidratazione a causa della perdita di liquidi provocata dagli effetti infiammatori della fase acuta che dura circa 15 giorni.

Guarda la versione integrale sul sito >

2 di 2

 


Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.