Influenza e variante K, il professor Marco Falcone spiega quali sono i sintomi che non vanno sottovalutati
Influenza e variante K, il professor Marco Falcone mette in evidenza i sintomi che non bisogna ignorare
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Influenza e variante K, picco arrivato
Come riportato da iltirreno.it, il professor Marco Falcone, docente di malattie infettive all'Università di Pisa, a proposito di influenza e variante K, afferma che si è arrivati al picco. Infatti, il conteggio degli ammalati non sta quasi più crescendo e a breve inizierà a ridursi.
Per chi bisogna preoccuparsi
L'infettivologo asserisce che in generale non bisogna essere preoccupati per questa influenza, infatti i pazienti giovani e sani se la cavano con una settimana di febbre. Anche se può risultare leggermente più sgradevole e durare più del normale, non è nulla di preoccupante. Tuttavia, Falcone mette in evidenza che ci sono alcune categorie di pazienti che richiedono maggiore attenzione. Si tratta degli over 65 e dei pazienti vulnerabili, ovvero coloro che soffrono di malattie oncologiche o croniche respiratorie, ma anche i malati di insufficienza renale e i cardiopatici: in queste situazioni le complicazioni possono portare a conseguenze molto gravi, quindi è fondamentale rimanere vigili. Questa la precisazione di Falcone.
Ma quanto è pericolosa questa influenza?
L'infettivologo spiega che quella di quest'anno, ossia la variante K del virus H3N2, risulta essere un tantino più problematica e aggressiva del normale poiché riesce a eludere con maggiore facilità il nostro sistema immunitario. Poi aggiunge che è importante ricordare che, in Italia, i virus influenzali provocano ogni anno tra gli 8.000 e i 10.000 decessi. Pertanto, non dovrebbero mai essere sottovalutati, anche se, chiaramente, il rischio di mortalità è maggiore per chi ha già problemi di salute. Parlando di complicanze, il professor Falcone afferma che possono essere presenti, portando come esempio la polmonite influenzale che coinvolge un considerevole gruppo di pazienti, ma anche le polmoniti causate da batteri che si aggiungono alla suddetta. Prosegue dicendo che ci sono alcuni segnali ai quali è importante prestare attenzione.
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I sintomi che non vanno sottovalutati e cosa fare
Se ai comuni segnali dell'influenza si aggiungono problemi respiratori e mancanza di respiro, è necessario prendere preacuzioni, è ciò che afferma l'infettivologo. Nel caso ciò avvenga, Falcone dice che è importante chiamare immediatamente il medico di base. Potrebbe essere indispensabile eseguire una radiografia al torace per determinare se si tratta di una polmonite o di un'altra condizione. Poi prosegue spiegando che in caso di esito positivo, bisogna preoccuparsi specialmente quando si trattano persone che presentano gravi condizioni di salute antecedenti, poiché la polmonite può influenzarle. Anche per chi è in buona salute non è un'esperienza piacevole, tuttavia, le cure disponibili sono valide e permettono di guarire in un periodo di tempo relativamente breve. Parlando di vaccino, Falcone asserisce che se non è stato fatto, consiglia di farlo solo ai pazienti più a rischio, perché per gli altri il tempo è ormai passato. Perchè il medico non abbia inserito i bambini fra le categorie a rischio, Falcone risponde che sono sicuramente più esposti, e questo porta a un numero elevato di infezioni, ma la mortalità nei loro confronti è estremamente bassa. È vero che i bambini sotto i due anni possono sviluppare bronchioliti con problemi respiratori che potrebbero richiedere anche un ricovero, ma si tratta di un evento molto raro.
In conclusione, chi contrae l'influenza in questo periodo cosa deve fare?
Il dottor Falcone afferma che dipende dalle condizioni di salute pregresse. Se il paziente è in buone condizioni, deve rimanere a casa per alcuni giorni e utilizzare antipiretici. Nel massimo di una settimana, dovrebbe riprendersi. Tuttavia, è essenziale che durante questo periodo presti attenzione a non trasmettere la malattia ad altri, soprattutto agli anziani e ai pazienti più fragili. Nel caso ciò avvenga, l'infettivolo sostiene che è importante monitorare attentamente i sintomi: se la tosse si accompagna a mancanza di respiro e difficoltà nella respirazione, è fondamentale contattare immediatamente il proprio medico. “Al riguardo ricordo che esistono i farmaci antivirali che riducono l’impatto dei virus. Ma è fondamentale il consulto con un professionista“.
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