Influenza, il Professor Matteo Bassetti sui casi di polmonite, i sintomi e le regioni italiane più colpite
di Marco Reda
Tutto ciò che c'è da sapere sul virus influenzale 2025/26 che sta costringendo al letto milioni di italiani: ecco cos'ha detto il Professor Matteo Bassetti
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Il virologo Matteo Bassetti ha fatto chiarezza su come nasce (e si sviluppa) l'influenza 2025/26 e ha svelato perché alcune regioni italiane sono state maggiormente colpite
L'influenza della stagione 2025/26 si sta rivelando più forte del previsto e da diverse settimane sta costringendo a letto milioni di italiani, con un impatto evidente anche sui servizi sanitari. Febbre elevata, spossatezza prolungata e complicanze respiratorie stanno caratterizzando un'ondata che non risparmia nemmeno i più giovani. A fare chiarezza su ciò che sta accadendo è il Professor Matteo Bassetti, Direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico “San Martino" di Genova, che ha spiegato ad Adnkronos Salute quali sono le caratteristiche di questo virus influenzale particolarmente aggressivo e perché non va sottovalutato, soprattutto in questa fase della stagione.
Sintomi e polmoniti
Secondo Bassetti, uno degli aspetti più preoccupanti dell’influenza di quest’anno è l’evoluzione clinica in alcuni pazienti. “L’influenza di quest'anno tende a dare casi di polmoniti impegnative, anche nei giovani“, ha sottolineato l'infettivologo. Il decorso, ha spiegato, può iniziare come una classica sindrome influenzale ma peggiorare nel giro di pochi giorni: “Dopo alcuni giorni di febbre anche alta, con stanchezza e dolori muscolari, può evolvere poi con unatosse secca che va avanti per giorni insieme all’elevata temperatura e maggiori difficoltà a respirare". É un quadro che richiede attenzione perché la persistenza dei sintomi respiratori può essere il segnale di una complicanza più seria.
Le regioni più colpite
Il Professor Bassetti ha richiamato anche l'attenzione sulle differenze territoriali nella diffusione dell'influenza. «Sapete quali sono le regioni italiane più colpite? Quelle dove ci sono meno persone vaccinate per l'influenza: Sardegna, Campania e Sicilia“, ha detto lo scienziato. Il legame tra bassa copertura vaccinale e maggiore circolazione del virus, secondo l'esperto, è evidente. “Il vaccino – ha proseguito – per quanto non perfetto sulla variante K, è comunque in grado di proteggere dalle forme più gravi. Chi non si immunizza corre più rischi e questa ormai è una equazione“.
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Prevenzione e cure
Bassetti ha anche evidenziato che senza un rafforzamento delle campagne di vaccinazione, alcune regioni continueranno a trovarsi in difficoltà durante ogni stagione influenzale. La promozione del vaccino resta quindi uno strumento centrale, soprattutto per le fasce più fragili e per chi convive con persone a rischio. Una volta contagiati, l'infettivologo ha consigiato di non sottovalutare i sintomi, di rispettare il riposo, mantenere una buona idratazione e rivolgersi al medico in caso di febbre persistente o difficoltà respiratorie.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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