Influenza, uno studio clinico svela come avviene il contagio: ecco i falsi miti da sfatare

Il risultato della ricerca è stato sorprendente: nessuno dei volontari sani ha contratto l’influenza a contatto con persone infette

Influenza stagiona- Foto Pixabay
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Lo studio è stato condotto utilizzando un intero piano messo in quarantena di un hotel nell’area di Baltimora

Un recente studio scientifico ha consentito ad un'equipe di scienziati americani di alzare il velo sulle modalità con le quali il virus influenzale si diffonde e contagia. La ricerca è stata condotta chiudendo in una piccola stanza d'albergo un gruppo di persone infette che per diversi giorni è entrato a contatto con altre persone non infette dal virus influenzale. I due gruppi hanno condiviso oggetti o svolto attività fisiche insieme, eppure molti di essi non sono stati contagiati.

Da cosa dipende il contagio

Sappiamo che queste tipologie di virus si diffondono attraverso aerosol, vale a dire le goccioline microscopiche che vengono rilasciate nell'aria da malati sintomatici. I virus possono trasmettersi anche attraverso la condivisione di oggetti o attraverso la superficie contaminate. Ma la reale contaminazione del virus dipende sostanzialmente da alcuni fattori fondamentali tra cui la quantità di virus eliminata dalla persona infetta e le condizioni ambientali come l'umidità e la temperatura, fattori che giocano un ruolo cruciale nel contagio.

Come è stato condotto lo studio

L'equipe di ricercatori dell'Università del Maryland negli USA ha effettuato il proprio esperimento riunendo gruppi di partecipanti in una stanza d'albergo a Baltimora, mescolando persone infette e persone salne per verificare a quali condizioni i virus si trasmettono. All'esperimento hanno partecipato persone con infezioni influenzali attive chiamate donatori e volontari (detti riceventi) non infetti. In una stanza sono stati rinchiusi un solo donatore con otto riceventi, mentre in un'altra quattro donatori hanno condiviso la stanza con tre riceventi. I donatori sono stati scelti tra persone di età molto giovane tra 20 e 22 anni, mentre i riceventi avevano un'età compresa tra 25 e 45 anni. Le temperature presenti nella stanza sono state volutamente tenute tra 22 e 25 gradi con un tasso di umidità compreso tra il 20% e 45%. Le due stanze sono state delle deliberatamente organizzate per essere scarsamente ventilate.


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Cosa si è scoperto

I due gruppi hanno trascorso dai 3 ai 7 giorni all'interno della stanza passndo diverse ore insieme effettuando attività fisiche e condivise o giocando a carte. Per molte ore si sono scambiati oggetti, hanno comunicato tra loro e hanno condiviso gli spazi. I ricercatori successivamente hanno passato al setaccio vari elementi come i livelli di virus presenti nell'ambiente, nella saliva e nei tamponi dei donatori. Con grande sorpresa i riceventi non sono risultati contagiati dal virus alla fine dell'esperimento. Alcuni hanno riportato solo lievi sintomi come emicrania o qualche starnuto ma nulla di più.

I ricercatori hanno concluso che sono sostanzialmente tre i motivi per cui il virus non si è trasmesso. Il primo motivo è la bassa diffusione del virus tra i donatori, la seconda ragione l'immunità parziale tra i riceventi, la terza ragione è il modo con cui l'aria è circolata nella stanza. Il fatto che questo studio abbia coinvolto solo individui adulti potrebbe essere una delle ragioni della bassa circolazione del virus, poiché si ritiene che siano i bambini principali responsabili della diffusione dell'influenza.

I ricercatori hanno scoperto anche che i donatori adulti hanno rilasciato quantità modeste di virus. Tutto ciò potrebbe dipendere dai ceppi di virus da cui erano infettati, dall'età dei partecipanti o dal fatto che fossero poco sintomatici. Infatti solo alcuni di essi hanno starnutito o tossito, pertanto la quantità di virus presente nell'aria è stata davvero minima. Dall'altra parte è probabile che i riceventi abbiano beneficiato della copertura dei vaccini antinfluenzali effettuati negli anni precedenti oppure il fatto di avere già contratto il virus molte volte negli anni passati. Fattori che potrebbero aver rafforzato una sorta di immunità di base.

I risultati di questo studio dimostrano, ancora una volta, come tosse e starnuti rappresentano un veicolo di contagio fondamentale per diffondere grandi quantità di virus. Da questo studio si è anche dedotto che la contagiosità di un virus può dipendere da circostanze diverse dal semplice contatto o dalla condivisione di spazi comuni. Va inoltre evidenziato che non tutti gli individui diffondono i virus allo stesso modo e non tutti sono vulnerabili allo stesso modo. Di fatto gli individui che dovrebbero essere isolati quando sono contagiati sono coloro che manifestano una spiccata sintomatologia con tosse e starnuti frequenti.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.