Influenza, variante K, contagi in calo ma la riapertura delle scuole potrebbe invertire la tendenza
Il numero dei casi si è ridotto nella settimana delle festività, ma con la riapertura delle scuole potrebbe impennarsi ancora
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La riduzione del numero delle visite mediche e la chiusura delle scuole durante le festività potrebbero aver inciso nel calo dei contagi
L'andamento delle infezioni respiratorie causate da virus stagionali sembra segnare il passo negli ultimi giorni, come hanno evidenziato i dati diffusi di recente dall'Istituto Superiore di Sanità per quanto concerne la settimana dal 29 dicembre al 4 gennaio. Per la prima volta dopo tanto tempo si sono registrati meno casi rispetto alla settimana precedente. Nella settimana in questione, i casi registrati sono stati complessivamente 803 mila circa con un'incidenza di 14,1 casi ogni 1000 assistiti. mentre nella settimana precedente l'incidenza era stata del 14,5%.
Le ragioni del calo dei contagi
La flessione del numero dei casi non deve comunque far abbassare la guardia, anche perché secondo gli esperti ci troviamo ancora nella fase acuta di trasmissione del virus. La flessione dei casi potrebbe essere dettata anche dal calo fisiologico delle visite mediche durante le festività natalizie e dalla chiusura delle scuole. La nuova Variante K che sembra avere la capacità di eludere anche la copertura vaccinale, sta ormai circolando in Europa mietendo anche un numero cospicuo di vittime, l'ultima delle quali è stata registrata a Catania la scorsa settimana.
I sintomi
Il virus che circola maggiormente in queste settimane è il virus A (H3N2), che causa infezioni respiratorie acute con sintomi tipici dell'influenza stagionale fra i quali anche febbre alta, tosse, catarro, nausea, vomito ed emicrania. Nei casi più gravi può anche comportare gravi crisi respiratorie che richiedono l'immediato ricovero in ospedale. Bisognerà adesso attendere i dati della nuova settimana per capire se la riapertura delle scuole avrà inciso in negativo sulla riacutizzazione dei casi.
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Conclusione
Secondo gli esperti il picco potrebbe essere raggiunto nelle ultime settimane di gennaio, ecco perché non bisogna abbassare la guardia. Il calo dei casi di queste ultime due settimane non può rappresentare un segnale attendibile che farebbe preludere ad un andamento discendente o alla fine della fase più acuta. Bisognerà attendere il prossimo bollettino di RespiVirNet, per capire se la fase di picco è ormai alle spalle oppure non si è ancora esaurita.
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.