La riforma del Servizio sanitario nazionale introdurrà gli ospedali di terzo livello e quelli “selettivi": ecco cosa sono

Ecco quali saranno gli obiettivi che si propone la nuova riforma il cui ddl è stato approvato nella giornata del 12 gennaio

Fonte foto PEXELS
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Ecco quali sono gli obiettivi che la nuova riforma si porrà per cambiare volto al nostro sistema sanitario

Per effetto del nuovo ddl Delega che nella giornata di ieri è stata approvato dal Consiglio dei Ministri, entro il 31 dicembre 2026 il governo riscriverà l'architettura dell'assistenza territoriale ospedaliera, rimodellando sostanzialmente l'intero Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di un intervento mirato contenuto anche nel programma di governo, destinato a rafforzare la tutela della salute anche in ossequio al contenuto dell'articolo 32 della Costituzione che prevede equità, continuità assistenziale e umanizzazione delle cure.

Gli obiettivi del nuovo ddl

Fra gli obiettivi che il disegno di legge si propone vi è anche quello di ridurre la frammentazione dei percorsi modificando altresì la gestione delle emergenze e favorendo l'integrazione tra ospedale e territorio, un principio chiave che rimane il fulcro della nuova riforma. La nuova riforma introdurrà la figura dei cosiddetti Ospedali di Terzo Livello che includerà anche gli ospedali gestiti dagli enti privati, oltre alle strutture di eccellenza a livello nazionale. Si tratta di una figura che si affiancherà ai cosiddetti ospedali di base di primo e di secondo livello.

Gli ospedali di terzo livello e quelli selettivi

Gli ospedali di terzo livello saranno selezionati in base agli standard di qualità dell'offerta sanitaria. Verrà tenuta in considerazione anche la numerosità assoluta e la casistica trattata dalle strutture, nonché le attività di ricerca che vengono svolte nell'ambito della struttura stessa. Verrà anche dato seguito a quel progetto sperimentale proposto dal governo finalizzato ad implementare e migliorare l'assistenza sanitaria, rendendo le strutture più efficienti e più qualitative dal punto di vista delle cure. Si punterà soprattutto su quelle strutture che abbinano attività clinica e ricerca e gli ospedali altamente specializzati che rappresentano il fiore all'occhiello del nostro servizio sanitario nazionale. Verrà anche esaltato il ruolo dei cosiddetti ospedali selettivi, privi di pronto soccorso, ma in ogni caso pronti ad operare in rete in casi di emergenza offrendo standard qualitativi e di assistenza elevate.


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Gli altri obiettivi

Un altro degli obiettivi che si porrà la riforma è quella di ridurre la mobilità sanitaria. In questo senso verrà effettuato una revisione del dimensionamento delle strutture complesse e verranno introdotte nuove reti assistenziali che garantiranno una risposta qualificata di prossimità. La riforma ridefinirà anche gli standard minimi per i ricoveri, dando maggior spazio all'assistenza delle persone non autosufficienti per i quali verranno previsti degli standard specifici di trattamenti. Verranno adottati provvedimenti specifici per rafforzare la digitalizzazione all'interno delle strutture sanitarie e l'interoperabilità dei sistemi informativi. Nel disegno di legge è prevista anche la neutralità finanziaria dei decreti attuativi di questa riforma, che pertanto non dovrà gravare sulle casse dello Stato a meno che non vengano stanziate delle risorse ad hoc che verranno stabilite di volta in volta.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.