Lo stress eccessivo può alterare fisicamente la struttura del sangue: ecco lo studio che lo dimostra
Lo stress mentale rappresenterebbe una sorta di catalizzatore chimico in grado di rimodellare fisicamente il sangue
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Il nuovo studio illustrato sul sito The Conversation adombra l'ipotesi di una correlazione tra stress cronico e ipercoaugulabilità del sangue
Una nuova ricerca che è stata pubblicata di recente sul sito “The Conversation” ha evidenziato, ancora una volta, come la sfera psichica degli esseri umani non è slegata da quella fisica. Lo stress e la pressione continua che subiamo a livello mentale a causa di aspettative, preoccupazioni e ansie si riverbera sul nostro stato di salute innescando una serie di cambiamenti biochimici che coinvolgono anche il flusso sanguigno e in generale l'organismo degli esseri umani. Una sorta di connessione mente-corpo che rimane sempre costante e che in un soggetto altamente stressato può tramutarsi nella produzione eccessiva di molecole reattive note come “radicali liberi” che possono anche alterare il modo in cui si formano i coaguli di sangue.
I danni per la salute cardiovascolare
Secondo questa ricerca, lo stress mentale rappresenterebbe una sorta di catalizzatore chimico in grado di rimodellare fisicamente il sangue. Alla luce di questo nuovo studio lo stress cronico, oltre a danneggiare il cuore e ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, può tradursi in cambiamenti biologici che rendono ancora più elevati i rischi di andare incontro ad ictus o infarto. In condizione di stress eccessivo, secondo i risultati di questo studio, il sangue entra in uno stato di ipercoaugulabilità.
Le novità introdotte da questo studio
Finora la scienza era concorde nell'attribuire questa condizione al fatto che lo stress è in grado di sollecitare il sistema immunitario causando infiammazioni diffuse e provocando quindi una maggiore concentrazione del sangue, con aumento conseguente anche della pressione. Secondo questo recente studio che ha coinvolto otto giovani sani di età tra 18 e 30 anni, lo stress accumulato potrebbe generare un aumento del radicale libero ascorbato che rappresenta il marcatore di stress ossidativo. In condizioni di stress, infatti, i coaguli di sangue che si formano sono ben più grandi e più densi oltre ad essere più compatti di fibrina. È stato invece messo in discussione il fatto che lo stress possa rendere il sangue più viscoso e più concentrato.
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Conclusione
Lo studio ha dimostrato come lo stress sia in grado di alterare la qualità e l'architettura del coagulo, innescando un cambiamento biologico che comporta contemporaneamente un aumento del potenziale di coagulazione. I risultati di questo studio potrebbero suggerire un nuovo approccio per ridurre il rischio cardiovascolare, magari intervenendo sui meccanismi biochimici sottostanti per proteggere il sistema cardiovascolare anziché concentrarsi solo ed esclusivamente sull'esperienza psicologica dello stress. Ovviamente trattandosi di uno studio scientifico condotto su un numero limitato di pazienti, necessita di ulteriori conferme magari includendo una platea di soggetti più ampia che possa comprendere anche donne, anziani e persone affette da malattie cardiovascolari.
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