Maculopatia, il Dottor Andrea Aretti spiega quali sono i sintomi e come si diagnostica
di Marco Reda
Maculopatia, cos'è e come si cura: sintomi, diagnosi e trattamenti spiegati dal Dottor Andrea Aretti
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Tutto ciò che c'è da sapere sulla maculopatia, fastidiosa patologia degli occhi, spiegato dal Dottor Andrea Aretti
Con il termine maculopatia si indica un gruppo di patologie retiniche che interessano la macula, la porzione centrale della retina responsabile della nitidezza visiva e della capacità di distinguere i dettagli. La forma più comune e diffusa è la degenerazione maculare legata all'età, una condizione strettamente correlata all'invecchiamento e tra le principali cause di perdita della vista nella popolazione adulta. A fare chiarezza sulla patologia è il Dottor Andrea Aretti, oculista di Humanitas Mater Domini, che ha illustrato per Humanitas.it i sintomi, il percorso diagnostico e le opzioni terapeutiche oggi disponibili.
Sintomi da non ignorare
Uno degli aspetti più insidiosi della maculopatia, come sottolineato dallo specialista, è che nelle fasi iniziali può essere “falsamente" asintomatica: quando un solo occhio è coinvolto, l'altro tende a compensare il deficit visivo, rendendo il problema difficile da percepire autonomamente. Con il progredire della malattia emergono però segnali specifici che non andrebbero mai trascurati. Il più comune è la difficoltà nella lettura che diventa progressivamente più faticosa anche in condizioni di buona illuminazione. Un altro campanello d'allarme è la percezione di una macchia fissa al centro del campo visivo, un'area grigia o scura che interferisce con la messa a fuoco degli oggetti. Caratteristica è anche la visione distorta: le righe dritte, come quelle di una griglia, appaiono ondulate o piegate, un fenomeno noto come metamorfopsia. La comparsa anche di uno solo di questi disturbi richiede una valutazione oculistica.
Come si diagnostica
Il percorso diagnostico della maculopatia inizia da una visita oculistica completa, che comprende la valutazione del segmento anteriore e l'esame del fondo oculare eseguito dopo dilatazione della pupilla. A partire da questo primo accertamento, il Dottor Aretti indica una serie di esami strumentali che possono essere prescritti in base al quadro clinico. La tomografia ottica a coerenza (OCT) è considerata fondamentale sia per la diagnosi che per il monitoraggio della risposta alla terapia, in quanto consente di analizzare con grande precisione i singoli strati della retina. La retinografia ad autofluorescenza è particolarmente utile nella forma atrofica, l'angiografia retinica con fluoresceina permette invece di identificare la presenza e l'estensione di eventuali neovasi attraverso fotogrammi acquisiti dopo iniezione di un colorante. Esiste poi l'angio-OCT, tecnica non invasiva e ripetibile che individua i neovasi senza ricorrere a mezzo di contrasto endovenoso, opzione sempre più adottata nel monitoraggio a lungo termine.
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Cure e trattamenti di maculopatia
Sul fronte terapeutico il quadro varia a seconda della forma di maculopatia. Per la variante atrofica avanzata al momento non esiste un trattamento risolutivo, sebbene la ricerca stia esplorando farmaci capaci di rallentarne la progressione; in questa fase si ricorre a integratori specifici con l'obiettivo di limitare l'avanzamento della malattia. Ben diverso è l'approccio per la forma essudativa o umida, che richiede un intervento attivo e tempestivo per scongiurare danni visivi gravi e irreversibili. In questo caso il Dottor Aretti propone l'utilizzo di farmaci anti-VEGF e anti-Ang-2, somministrati tramite iniezioni intraoculari secondo protocolli personalizzati sul singolo paziente, capaci di bloccare i meccanismi biologici alla base della formazione e del mantenimento dei neovasi anomali.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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