Mal di testa, ecco il circolo vizioso che può scatenarlo e come uscirne: il parere di un noto neurologo
Le troppre pressioni che si vivono nel lavoro possono essere alla base dei frequenti mal di testa che ci complicano la vita: i consigli di un'esperta per uscirne
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La dottoressa Danielle Willhour ha spiegato dettagliatamente i contorni del circolo vizioso che scatena l'emicrania in un articolo pubblicato su The Conversation
Un articolo pubblicato su “The Conversation” e scritto dal neurologo Danielle Willhour (professore di Neurologia nell'Università del Colorado), ha alzato il velo su una delle cause principali che scatenano il mal di testa. Si tratta di quello stato di attivazione permanente o di quella iperattività che permane anche nei momenti in cui dovremmo riposare. Si tratta di quella fase in cui il nostro sistema nervoso non riesce a spegnersi e continua a riproporci situazioni stressanti vissute durante la giornata che potrebbero essere conversazioni, situazioni di tensione o alterchi. In questo stato di ipereccitazione del nostro sistema nervoso, il nostro corpo rimane teso favorendo una persistente sensazione di urgenza.
Le conseguenze
Si tratta di uno stato d'animo che produce inevitabilmente conseguenze sulla salute fisica, soprattutto per le persone predisposte al mal di testa. Il noto neurologo, nel suo articolo, ha citato proprio la sua esperienza vissuta con pazienti che avvertono in maniera spropositata gli effetti di una elevata pressione lavorativa che si fatica a tenere sotto controllo. Sotto accusa finisce lo stress che non deve essere inteso solo nella sua accezione negativa. Lo stress, infatti, può essere benefico quando ci aiuta ad aumentare la concentrazione e a migliorare le prestazioni. Ma quando non riusciamo ad interrompere questo meccanismo anche quando dovremmo riposare, ecco che il mal di testa ci tende l'agguato rendendo instabile il nostro umore e incidendo negativamente sulla qualità della nostra vita.
Il ruolo degli ormoni
Questo stato di allerta prolungato incide pesantamente sul nostro sistema nervoso ma anche sulla qualità del sonno. Si fatica così ad addormentarsi o a dormire per la quantità corretta di ore che ci servirebbero per rigenerarci. Questi periodi di stress continuo favoriscono la permanenza in circolo di cortisolo e adrenalina. Come ha spiegato il professor Willhour “in questo stato di sensibilizzazione, segnali che normalmente verrebbero ignorati o interpretati come lievi possono iniziare a essere percepiti come molto più intensi”. Si verifica così un aumento della frequenza cardiaca e a una tensione muscolare sostenuta, con il sistema nervoso che passa continuamente alla modalità di lotta o fuga.
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I possibili rimedi
L'iperattività dopo il lavoro potrebbe aumentare la sensibilità al dolore. Lo stress cronico è proprio alla base dei frequenti mal di testa serali e aggrava l'emicrania. Come ha spiegato il neurologo “il sistema neurologico delle persone che soffrono di emicrania è relativamente più reattivo ai cambiamenti ambientali, tra cui le variazioni dei ritmi del sonno, l'ambiente, le fluttuazioni ormonali e l'intensità dello stress”. La cattiva qualità del sonno non fa altro che perpetuare questo stato di allerta, creando una sorta di circolo vizioso dal quale è difficile uscirne.
Uno dei consigli utili per uscirne è quello di non passare immediatamente dal lavoro ad altri impegni. Sarebbe utile fare una pausa di cinque o dieci minuti tra un'attività e l'altra per respirare profondamente, fare stretching o stare semplicemente in silenzio. Queste brevi pause possono ridurre la tensione muscolare e abbassare i livelli di ormoni dello stress. Anche attività come meditazione, yoga o stretching leggero, ci aiiutano a regolare il sistema nervoso riducendo l'immissione in circolo degli ormoni dello stress.
Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.