Malattia di Crohn, il professor Alessandro Armuzzi spiega quali sono i sintomi, le possibili cause e come si cura

Cos'è la malattia di Crohn; il professor Alessandro Armuzzi indica i sintomi, le possibili cause e il trattamento

Medico, immagine di repertorio. Fonte foto: pxhere.com
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Che cos'è il morbo di Crohn

Come riporta santagostino.it, il morbo di Crohn anche conosciuto come malattia di Crohn, rappresenta una condizione infiammatoria cronica che può interessare qualsiasi segmento del sistema gastrointestinale, dalla bocca all'ano. Cionostante, nella gran parte delle situazioni, colpisce l'ileo terminale, ossia l'ultima parte dell'intestino tenue. O anche il colon, facente parte dell'intestino crasso. Le zone intestinali interessate mostrano differenze significative rispetto all'intestino circostante, chiamate area di risparmio. La distribuzione delle sezioni coinvolte dalla malattia di Crohn è la seguente:

  • 35% solo con coinvolgimento dell'ileo
  • 45% con coinvolgimento sia dell'ileo che del colon, con il lato destro di quest'ultimo che risulta statisticamente il più colpito
  • 20% solo con interessamento del colon, dove solitamente non si manifesta un coinvolgimento del retto

Il morbo di Crohn tende a colpire individui di età tra i 20 e i 30 anni. In alcune circostanze, possono essere colpiti bambini e adolescenti. E' meno comune, anche se possibile, che si verifichi in persone più adulte, con un picco osservato oltre i 65 anni. Il professor Alessandro Armuzzi, Responsabile dell’Unità Operativa di Malattie infiammatorie croniche intestinali dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas Rozzano, spiega quali sono le possibili cause, i sintomi e come si cura questa malattia.

Malattia di Crohn, le possibili cause

Come riporta humanitas.it, le cause precise del morbo di Crohn sono ancora oggetto di ricerca, visto che si tratta di una condizione che dipende da diversi fattori, con spiegazioni ancora parzialmente convalidate. Si pensa che questa malattia derivi da una risposta errata del sistema immunitario dell'intestino a certi antigeni, come i batteri o le loro parti normalmente presenti nell'intestino. Molte volte si osserva questo morbo in soggetti con una storia familiare o una predisposizione genetica, ma ciò non implica che essa sia necessariamente trasmissibile per via ereditaria.

I sintomi della malattia di Crohn

La malattia di Crohn si manifesta solitamente con sintomi come:

  • diarrea persistente che dura oltre un mese
  • dolori addominali
  • crampi, a volte con presenza di sangue
  • leggera febbre
  • giunture dolenti
  • dimagrimento

In alcune situazioni possono insorgere fistole o ascessi nell'area anale. Alcuni disturbi a livello delle articolazioni, della pelle, degli occhi e del fegato possono essere associati alla malattia di Crohn. Queste condizioni, di origine immunitaria, vanno oltre il sistema digestivo e in certi casi possono manifestarsi anche prima dell'apparizione dei sintomi classici della malattia. La tempestività è cruciale per chi soffre di malattia di Crohn. Una diagnosi precoce può facilitare la creazione di piani terapeutici su misura, migliorando le possibilità di gestire efficacemente la condizione. Purtroppo, capita frequentemente che la malattia di Crohn viene diagnosticata in fase avanzata, poiché può essere confusa con la sindrome dell'intestino irritabile (dato che il 30% dei pazienti soffre di entrambe le problematiche). Inoltre, i pazienti possono adattarsi a vivere con una qualità della vita compromessa e di conseguenza procrastinare un controllo medico anche se manifestano sintomi con episodi ripetuti di diarrea quotidiana.


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Come si cura la malattia di Crohn

Per eseguire una valutazione accurata della malattia di Crohn, il gastroenterologo effettuerà un esame fisico e una serie di indagini strumentali, che includono l'ileocolonscopia, l'ecografia dell'addome, la risonanza magnetica e analisi del sangue. Una volta stabilita la diagnosi, il medico metterà in atto il trattamento più adatto, tenendo conto della gravità e dello stadio della malattia. Potrebbero essere suggeriti trattamenti tradizionali o più innovativi per gestire la patologia e prevenire ulteriori danni all'intestino. Attualmente, si applica una strategia conosciuta come “treat to target", che si focalizza sul miglioramento dei sintomi, sull'analisi dei risultati degli esami e sul ripristino della salute della mucosa intestinale. Questo approccio viene modificato in base alle necessità durante il monitoraggio e potrebbe richiedere adeguatamenti al protocollo terapeutico. In certi casi, i medicinali da soli non bastano e si rende necessaria una procedura chirurgica.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico.

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.