Miopia, un gruppo di scienziati individua la vera causa scatenante: le nuove strategie di prevenzione

La permanenza prolungata in ambienti poco illuminati sarebbe la causa scatenante: ecco quali potrebbero essere gli strumenti di prevenzione

Occhio, immagine di repertorio. Fonte foto: pxhere.com
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Lo scarso stimolo luminoso sarebbe alla base dell'allungamento del bulbo oculare che riduce la capacità di mettere a fuoco gli oggetti da lontano

La quantità di luce che raggiunge la retina potrebbe influenzare e incidere profondamente sul rischio di sviluppare la miopia, un disturbo della vista che in Italia colpisce 15 milioni di adulti, mentre addirittura un bambino su tre ne sarebbe affetto. Sono queste le conclusioni alla quale è giunto uno studio scientifico pubblicato sulla rivista “Cell Reports” e condotto da una equipe di scienziati della State University of New York College of Optometry. Le conclusioni a cui è giunto questo studio potrebbero aprire nuove prospettive, non solo nella cura della miopia, ma anche nelle strategie di prevenzione.

Cosa si è scoperto

In passato i fattori chiave che erano stati ritenuti alla base dello sviluppo di questo disturbo visivo che non permette di mettere a fuoco correttamente gli oggetti lontani, fossero la predisposizione genetica, le attività prolungate da vicino e il fatto di trascorrere sempre meno tempo all'aperto. La nuova ricerca, di fatto, non ha rivisto queste convinzioni ma a tutti questi fattori ha aggiunto anche la quantità di luce che raggiunge la retina durante la messa a fuoco. In virtù delle conclusioni a cui si è giunto con questo studio, una delle cause scatenanti della miopia sarebbe da attribure allo scarso stimolo luminoso che si riceve, quando si sta per troppo tempo chiusi in ambienti poco illuminati.

L'accomodazione

Sappiamo che il nostro cristallino tende a cambiare forma a seconda se stiamo guardando un oggetto vicino o lontano per regolare la messa a fuoco. Quando ci troviamo in un ambiente all'aperto durante il giorno, la quantità di luce che entra nell'occhio è molto più elevata. In questa condizione la pupilla tende a restringersi per quel processo che viene chiamato col termine di “accomodazione”. In ambiente poco illuminati, la ridotta stimolazione luminosa agevolerebbe, secondo gli scienziati, l'allungamento del bulbo oculare che viene ritenuto la causa fisica dello sviluppo della miopia.


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Le conclusioni

Colpevolizzare solo l'uso di PC e smartphone come causa scatenante della miopia, è sostanzialmente riduttivo. In realtà, secondo la conclusione degli scienziati, la causa sarebbe da attribuire alla permanenza prolungata in ambienti scarsamente illuminati. La luce naturale, svolgerebbe un ruolo protettivo per la nostra retina, pertanto esporsi meno all'aria aperta, è un comportamento che di fatto favorisce lo sviluppo di questo disturbo anche nei soggetti più giovani.

Alla luce di questi risultati, le strategie preventive più efficaci potrebbero essere quelle di rendere gli ambienti di studio molto più illuminati, aumentare il tempo trascorso all'aperto ed effettuare delle pause alternate durante lo svolgimento di attività da vicino. L'impiego di colliri a base di atropina potrebbe aiutare a migliorare la quantità di luce che entra all'interno della retina, rallentando la progressione della miopia. In ogni caso ciò che emerge da questo studio è che occorre migliorare le condizioni di luce degli ambienti in cui trascorriamo la maggior parte del tempo, per prevenire la miopia o rallentarne la progressione.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.