Noduli alla tiroide, il Prof. Alessandro Marugo spiega come riconoscerli e quando bisogna preoccuparsi
di Marco Reda
Noduli alla tiroide, ecco come riconoscerli e quando preoccuparsi secondo il Professo Alessandro Marugo
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I noduli alla tiroide sono molto diffusi ma spesso innocui: il Professor Alessandro Marugo spiega come riconoscerli e quando approfondirli
I noduli alla tiroide rappresentano una condizione piuttosto frequente nella popolazione e nella maggior parte dei casi non costituiscono un problema serio per la salute. Spesso vengono individuati casualmente durante esami effettuati per altri motivi e questo può generare preoccupazione nei pazienti. Si tratta di alterazioni localizzate del tessuto tiroideo che possono presentarsi come piccoli addensamenti o formazioni di dimensioni variabili. Possono essere singoli oppure multipli e nella grande maggioranza dei casi hanno natura benigna. Tuttavia è importante capire quando è necessario approfondire la situazione e quando, invece, è sufficiente un semplice monitoraggio nel tempo. Il Professor Alessandro Marugo, responsabile del Centro della Tiroide dell'IRCCS Policlinico San Donato di Milano, ha spiegato per GruppoSanDonato.it come riconoscerli e quando bisogna preoccuparsi.
Come riconoscerli
Nella maggior parte dei casi i noduli alla tiroide non provocano sintomi evidenti e vengono scoperti in modo del tutto casuale durante controlli eseguiti per altre ragioni, come un ecodoppler delle carotidi oppure una TAC del collo. Proprio per questo motivo è fondamentale affidarsi agli esami diagnostici per valutarne correttamente le caratteristiche. Il primo accertamento indicato dagli specialisti è l'ecografia tiroidea, esame considerato uno strumento fondamentale per l'endocrinologo nella valutazione di queste alterazioni. L'ecografia permette infatti di analizzare diversi aspetti del nodulo, tra cui dimensioni, forma, margini, vascolarizzazione e presenza di eventuali calcificazioni. Tutti questi elementi aiutano lo specialista a stabilire il livello di rischio e a distinguere i noduli chiaramente benigni da quelli che presentano caratteristiche sospette. Se l'esame ecografico evidenzia segnali che richiedono un approfondimento, si procede con l'agoaspirato tiroideo, un esame minimamente invasivo che consente di prelevare alcune cellule del nodulo per analizzarle.
Quando preoccuparsi
Non tutti i noduli alla tiroide richiedono un trattamento immediato. In ogni caso è necessario prestare attenzione ai noduli maligni, cioè ai tumori della tiroide, oppure a quelli che provocano sintomi compressivi come difficoltà a respirare o a deglutire. Un altro aspetto da monitorare riguarda i noduli che interferiscono con la produzione degli ormoni tiroidei, alterando il corretto funzionamento della ghiandola. In molti casi, però, i noduli benigni possono essere semplicemente controllati nel tempo attraverso visite ed esami periodici. Se un nodulo rimane stabile per anni, e non cambia dimensioni o caratteristiche, non è necessario ripetere continuamente esami invasivi. Diverso è il caso in cui il nodulo cresca o modifichi il suo aspetto: in queste situazioni lo specialista può decidere di effettuare nuovi controlli o valutare un trattamento più mirato, che in alcuni casi può includere anche l'operazione chirurgica.
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Cause e rimedi ai noduli alla tiroide
Le cause dei noduli tiroidei possono essere diverse. Tra i fattori più comuni riconosciuti dalla letteratura medica ci sono la carenza di iodio nella dieta, predisposizione genetica, alterazioni del tessuto tiroideo e alcune malattie della tiroide come la tiroidite. Anche l'età e il sesso giocano un ruolo importante: i noduli sono più frequenti nelle donne, soprattutto tra i 40 e i 60 anni. La prevenzione passa principalmente da un corretto apporto di iodio, motivo per cui gli esperti raccomandano l’utilizzo del sale iodato nell’alimentazione quotidiana. Quando un nodulo è benigno, e non provoca sintomi, la strategia più comune è il monitoraggio periodico tramite esami del sangue ed ecografie. Nei casi più complicati si possono valutare trattamenti specifici che includono la chirurgia tiroidea o tecniche di ablazione, sempre sotto la guida dello specialista.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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