Obesità, chi dorme male, mangia male: ecco lo studio che lo dimostra

Dormire meno aumenta anche il tempo a disposizione per mangiare snack e altro cibo spazzatura: ecco gli errori da non commettere

Insonnia e obesità- Fonte foto: youtube
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Molti studi scientifici hanno dimostrato la stretta connessione tra un pessimo sonno e obesità: ecco il motivo

Secondo la scienza esisterebbe una stretta correlazione fra una pessima qualità del sonno e l'obesità. Dormire male, infatti, esporrebbe il nostro cervello afatticato ad una domanda maggiore di cibo cosiddetto “spazzatura”. In poche parole, chi dorme male, finisce per diventare un consumatore seriale di snack, dolci e alimenti energetici, con conseguente aumento ponderale causato dall'eccessiva quantità di calorie introdotta nel proprio corpo. Comprendere a fondo questi meccanismi può essere fondamentale per proteggere la salute e il microbiota intestinale.

Lo studio del 2004

A confermare questa correlazione è stato uno studio del 2004 condotto su un gruppo di giovani uomini da esperti dell'Università di Chicago e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica, Annals of Internal Medicine. I risultati di questo studio hanno dimostrato come dormire poco riduca sensibilmente i livelli di leptina (-18 percento) e fa crescere contestualmente i valori di grelina (+28 percento). La leptina è un ormone proteico che ha la funzione di indicare le riserve energetiche al cervello, mentre la grelina stimola la fame. Il cambiamenti di questi valori altererebbe anche la percezione dello stimolo della fame, che crescere di un quarto rispetto ai valori normali.

Le conseguenze legate al sonno cattivo

Anche se si tratta di uno studio parziale condotto su un campione esiguo, i risultati di questo studio confermerebbero come la fatica e lo stress riducano negli esseri umani il controllo degli impulsi. La conseguenza è che i circuiti della ricompensa diventano più reattivi a zuccheri e grassi. Gli esseri umani finirebbero così per “coccolarsi” cercando di mangiare con maggior frequenza, anche senza vero bisogno energetico. Fra l'altro dormire meno aumenta anche il tempo a disposizione per mangiare. E molto spesso questo tempo in più in cui rimaniamo svegli viene dedicato al consumo di snack ricchi di zuccheri e di grassi.


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L'importanza del ritmo circadiano

Dormire bene significa riposare almeno per sette-nove ore regolari. Ma è anche importante che sia un sonno di qualità privo di quei risvegli e apnee che possono rendere il sonno meno riposante. Riposare bene può aiutare anche a mangiare bene, ma anche a condurre uno stile di vita più adeguato. Chi riposa bene ha anche più voglia di fare attività fisica e movimento costante, mentre chi riposa male tende a poltrire sul divano e ad ingurgitare cibi “compensativi”. La regola aurea rimane quella di rispettare il proprio ritmo circadiano, rispettando gli orari in cui ci si sveglia e in cui si va a dormire. E' di fondamentale importanza cenare evitando pasti troppo grassi o ricchi di carboidrati perchè potrebbero rendere il sonno meno riposante.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.