Polmoniti da influenza e batteriche, il Professor Fabrizio Pregliasco: "Si riconosce da questi sintomi..."
di Marco Reda
Il virologo Fabrizio Pregliasco analizza la situazione delle strane polmoniti in Italia: ecco come si manifestano
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Il picco dell'influenza sta causando un aumento delle polmoniti batteriche e virali: il parere del virologo Pregliasco
In Italia si sta registrando un forte incremento delle polmoniti, complicanza comune delle infezioni respiratorie stagionali; l'influenza, quest'anno particolarmente diffusa, sta contribuendo a un numero elevato di ricoveri per polmonite e sta mettendo sotto pressione ospedali e Pronto Soccorso italiani, soprattutto in alcune regioni come Lombardia, Toscana e Abruzzo. Il virus influenzale, insieme al virus respiratorio sinciziale, sta favorendo infezioni delle basse vie respiratorie, portando a sintomi che possono diventare gravi. A fare chiarezza sulla situazione è il Professor Fabrizio Pregliasco, virologo e Direttore Sanitario dell'ospedale “Galeazzi" di Milano, che ha spiegato a FanPage.it i motivi di questo incremento e come riconoscere i segnali d’allarme.
I principali sintomi per riconoscere una polmonite
Pregliasco sottolinea che la polmonite si distingue per alcuni sintomi specifici. Oltre alla febbre possono manifestarsi battito cardiaco accelerato, difficoltà respiratorie e una tosse inizialmente secca che diventa produttiva con catarro. In alcuni casi, inoltre, la malattia può svilupparsi dopo un'influenza che sembrava in miglioramento ma poi peggiora nuovamente. Pregliasco spiega che le polmoniti possono essere di origine virale o batterica, con queste ultime che rappresentano circa il 70% dei casi e sono spesso causate dallo Streptococcus pneumoniae. Questo batterio colpisce più facilmente le persone con difese immunitarie indebolite, come gli anziani o chi soffre di patologie croniche. Un'infezione virale, come l'influenza, può facilitare l’ingresso del batterio nei polmoni e provocare complicazioni anche pericolose.
Vaccini e presunti virus cinesi: cosa dice l’esperto
Secondo Pregliasco è ancora possibile vaccinarsi contro l'influenza, anche se la protezione richiede circa dieci giorni e il picco stagionale è già in corso. Più utile risulterebbe il vaccino contro lo pneumococco che si può fare in qualsiasi periodo dell’anno per prevenire le polmoniti batteriche più gravi. Per quanto riguarda le recenti teorie su un nuovo virus cinese il virologo chiarisce che non c'è alcuna emergenza legata a un nuovo patogeno. Il metapneumovirus umano, di cui si è parlato nelle ultime settimane, è un virus noto da tempo, che può causare sintomi simili all’influenza ma non è la causa principale dell’aumento delle polmoniti in Italia. Pregliasco ribadisce che il problema attuale è legato alla forte diffusione dell’influenza stagionale e non a nuovi virus emergenti.
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Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.
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