Reflusso gastroesofageo, il professor Davide Bona spiega quali sono i 3 sintomi da non sottovalutare sopra i 50 anni
Che cos'è il reflusso gastroesofageo, il professor Davide Bona spiega quali sono i sintomi tipici e atipici, e anche i 3 sintomi da non sottovalutare sopra i 50 anni
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Che cos'è il reflusso gastroesofageo
Come riporta issalute.it, il reflusso gastroesofageo rappresenta una condizione piuttosto diffusa in cui il contenuto gastrico risale nell'esofago. Questa situazione si presenta analogamente sia negli uomini che nelle donne, solitamente durante l'età adulta, tra i 30 e i 50 anni. In Italia, una persona su tre viene colpita da questa condizione e la possibilità di sviluppare reflusso cresce con il trascorrere del tempo. Anche nei neonati e in gravidanza, il reflusso gastroesofageo è molto comune.
L'esofago è il condotto che trasporta il cibo dalla bocca allo stomaco. Alla sua estremità inferiore si trova una valvola (sfinctere esofageo inferiore) che impedisce il ritorno del contenuto gastrico nell'esofago, rilasciandosi nel momento della deglutizione per consentire il passaggio del cibo nello stomaco. Se questa valvola non funziona adeguatamente, può verificarsi il reflusso di acido cloridrico, bile e cibo dallo stomaco nell'esofago. In alcune occasioni, un'ernia iatale, cioè la risalita dello stomaco nel torace tramite il diaframma, può favorire questo problema, ma non sempre l'ernia iatale è collegata al reflusso e viceversa.
I sintomi tipici e atipici del reflusso gastroesofageo
Come riporta grupposandonato.it, il professor Davide Bona, Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale all'IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio che collabora, inoltre, con Palazzo della Salute – Wellness Clinic e Casa di Cura La Madonnina, spiega che i sintomi del reflusso gastroesofageo possono essere suddivisi in sintomi classici che riguardano l'esofago e in sintomi non classici, che sono extraesofagei e di frequente rendono complicato l'individuazione della condizione.
I sintomi tipici del reflusso esofageo
I sintomi tipici del reflusso esofageo sono direttamente associati all'irritazione della mucosa esofagea provocata dalla risalita di acidi dallo stomaco. Tra i più frequenti si trovano:
– bruciore o dolori nella parte superiore dell'addome (epigastralgia);
– rigurgito acido, con la sensazione che il contenuto gastrico salga verso la bocca;
– dolore al petto, che talvolta può sembrare un problema cardiaco.
Lo specialista afferma che queste problematiche si presentano più spesso dopo i pasti o quando si è sdraiati e sono solitamente la ragione principale per cui il paziente consulta un medico.
Il trattamento iniziale per i sintomi classici prevede normalmente la somministrazione di inibitori della pompa protonica (PPI), farmaci in grado di diminuire l'acidità gastrica e sostenere il recupero della mucosa esofagea.
I sintomi atipici o extra esofagei del reflusso gastroesofageo
Oltre ai segnali più conosciuti, il reflusso gastroesofageo può presentare in modo occasionale sintomi meno specifici, definiti non classici o extra esofagei. Queste manifestazioni interessano aree differenti dall'esofago e possono facilmente essere scambiate per altre patologie. Tra i sintomi atipici più fiffusi del reflusso gastroesofageo ci sono:
– faringite e persistenza della raucedine;
– alterazioni della voce;
– asma di tipo non allergico;
– dolore o bruciore alla gola (faringodinia);
– sensazione di avere un nodo o un corpo estraneo in gola;
– rinite di lunga durata;
– danni allo smalto dei denti.
Il dottor Bona asserisce che quando il reflusso si manifesta con questi sintomi, il quadro clinico potrebbe richiedere l'attenzione di specialisti al di fuori della gastroenterologia, come un otorinolaringoiatra o uno pneumologo.
Cosa fare quando i sintomi persistono
In certe situazioni, come nel caso di un'ernia iatale o di una produzione eccessiva di acidità, i problemi di reflusso possono continuare anche con la terapia in atto. Il dottor Bona chiarisce che in queste circostanze è necessario non modificare l'assunzione dei medicinali. E aggiunge che aumentare le dosi o prolungare il trattamento senza un consiglio medico potrebbe diventare inefficace o non appropriato. La continuità dei sintomi dovrebbe, invece, spingere a una rivalutazione da parte di uno specialista e, se necessario, a esami diagnostici specifici.
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I 3 sintomi da non sottovalutare sopra i 50 anni
Ci sono tre indicatori che hanno bisogno di particolare considerazione, specialmente se interessano individui over 50 che non hanno mai avuto in passato problemi di reflusso. Questi sono noti come sintomi di avviso del reflusso gastroesofageo e comprendono:
– difficoltà a ingoiare (disfagia);
– perdita involontaria di peso;
– anemia.
L'esperto dice che questi tre segnali devono essere esaminati rapidamente attraverso una gastroscopia. Questo solo per assicurare un'adeguata valutazione, che è utile anche per escludere patologie più gravi come l'esofagite cronica, la stenosi dell'esofago, l'esofago di Barrett (una lesione precancerosa che incrementa il rischio di adenocarcinoma del giunto esofagogastrico) o tumori esofagogastrici.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico.
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