Scompenso cardiaco, di cosa si tratta e quali sono i primi sintomi

Che cos'è lo scompenso cardiaco; i sintomi iniziali, cause e fattori di rischio, come fare la diagnosi

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Che cos'è lo scompenso cardiaco

Come riporta lamadonnina.grupposandonato.it, lo scompenso cardiaco, conosciuto anche come insufficienza cardiaca, rappresenta una condizione clinica complicata che può derivare da doverse patologie cardiache strutturali o funzionali che danneggiano la capacità del ventricolo di riempirsi o di pompare sangue. E' fondamentale una diagnosi rapida della malattia, poiché, oltre al problema cardiaco, anche altri organi come reni, polmoni e fegato possono essere interessati.

Scompenso cardiaco: i primi sintomi

Lo scompenso cardiaco nelle sue fasi iniziali si presenta molte volte senza sintomi evidenti o con segni comuni che talvolta non risultano direttamente associabili alla malattia, tra cui:

– affanno facile;

– scarso respiro (dispnea): inizialmente si verifica dopo sforzi intensi, ma con il tempo può palesarsi anche dopo sforzi minori, fino a trasformarsi in dispnea a riposo nelle forme più severe;

– eccessiva stanchezza (astenia);

– battito cardiaco accelerato (tachicardia);

– gonfiore (edema) nelle gambe e nella caviglie;

– diminuzione dell'appetito;

– tosse secca e fastidiosa.

In modo particolare, nei pazienti più giovani, questi segnali vengono frequentemente sottovalutati e ignorati, oppure, in altri casi, attribuiti a condizioni di salute più generiche associate, ad esempio, all'apparato gastrointestinale.

Cause e fattori di rischio dello scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco è solitamente dovuto a problemi che portano a un funzionamento inadeguato del cuore, come:

– malattie coronariche che possono essere trattate con procedure di rivascolarizzazione (stent coronarici e bypass aortocoronarici);

– attacco di cuore;

– patologie del miocardio (cardiomiopatia dilatativa, cardiomiopatia ipertrofica, cardiomiopatia restrittiva);

– malattie delle valvole cardiache;

– disturbi del ritmo cardiaco;

– infezioni (miocarditi).

A questi fattori si possono unire elementi predisponenti come:

– pressione alta;

– diabete mellito;

– eccesso di peso;

– alterazioni lipidiche (innalzamento di colesterolo e/o trigliceridi);

– storico familiare positivo per malattie cardiache ischemiche o cardiomiopatie ereditarie.


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Come diagnosticare lo scompenso cardiaco

Come riporta humanitas.it, la diagnosi di insufficienza cardiaca si fonda sull'analisi clinica, la quale include la raccolta dei dati anamnestici e l'esame fisico, oltre a test di laboratorio e strumenti diagnostici. Tra questi, i più rilevanti sono:

Esami non invasivi

– elettrocardiogramma;

– misurazione dei peptidi natriuretici (BNP e NT-proBNP);

– ecocardiogramma;

– risonanza magnetica del cuore con mezzo di contrasto.

Esami invasivi

– cateterismo cardiaco;

– coronarografia.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico.

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.