Tubercolosi, di cosa si tratta e quali sono i sintomi cui prestare attenzione
Che cos'è la turbercolosi, quali sono le cause e i sintomi, come si cura
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Cos'è la tubercolosi
Come riportato da Humanitas.it, la tubercolosi è una malattia infettiva provocata dal batterio Mycobacterium tubercolosis che si trasmette tramite l'aria a causa delle goccioline di saliva rilasciate da pazienti infetti quando tossiscono o starnutiscono. La patologia non si manifesta immediatamente: il sistema immunitario ha la capacità di mantenere il batterio responsabile in uno stato dormiente per anni e può attivarlo quando le difese del corpo diminuiscono. Comunque, si pensa che solo il 10-15% dei soggetti contagiati sviluppi realmente la tubercolosi.
Le cause della tubercolosi
Come riporta santagostino.it, la tubercolosi si può diffondere attraverso l'aria, tramite le goccioline respiratorie emesse da una persona infetta che manifesta la patologia attiva. In particolare, il Mycobacterium tuberculosis si propaga soprattutto come aerosol, disperso nell'atmosfera quando un individuo contagiato tossisce, starnutisce, comunica verbalmente o espelle catarro. I batteri hanno la capacità di rimanere nell'aria per diverse ore.
– alti livelli di zucchero nel sangue (diabete);
– carenza alimentare;
– sistema immunitario compromesso
– fumo e utilizzo di sostanze stupefacenti.
I sintomi della tubercolosi
I segni della turbercolosi variano notevolmente e comprendono:
– una tosse persistente anche con presenza di sangue:
– una sensazione di affaticamento o stanchezza costante;
– sudorazione durante la notte;
– un calo di peso;
– dolori toracici;
– febbre.
Le manifestazioni della patologia possono variare in base alla zona del corpo colpita in modo più intenso. Sebbene la tubercolosi colpisca soprattutto i polmoni, può interessare anche altre parti dell'organismo, come i reni, il cervello e la schiena. I sintomi della malattia sono di frequenti lievi e possono non essere immediatamente associati alla tubercolosi, poiché possono facilmente essere confusi con quelli di altre patologie. Questo rappresenta una delle ragioni principali per cui si diffonde così facilmente. In assenza di una diagnosi tempestiva, infatti, una persona infetta può trasmetterla anche per un lungo periodo.
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Come si cura la tubercolosi
Come riporta humanitas.it, il trattamento della tubercolosi richiede l'assunzione di medicinali per periodi prolungati, che variano in genere da un minimo di 6 a un massimo di 18-34 mesi. La Terapia Osservata Direttamente (DOT), in cui gli operatori sanitari vigilano sull'aderenza del paziente al trattamento, consente di ridurre il tempo di cura a 6-8 mesi e di diminuire il rischio di sviluppare resistenza agli antibiotici. I farmaci più comunemente prescritti includono isoniazide, rifampicina, streptomicina, pirazinamide e etambutolo. Sfortunatamente, ci sono ceppi resistenti sia all'isoniazide che alla rifampicina (MDR-TB, tubercolosi resistente a più farmaci). L'assunzione dei medicinali dovrebbe essere accompagnata da esami regolari per valutare l'evoluzione della patologia. Nei casi più severi o complessi, il trattamento inizia con un ricovero ospedaliero.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico.
Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.