Tumore al colon, la malattia di James Van Der Beek: ecco quali sono i sintomi

Tumore del colon-retto: sintomi, cause, diagnosi e prevenzione della patologia che ha ucciso l'attore James Van Der Beek

L'attore James Van Der Beek - Foto Wikipedia
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Ecco come si manifesta il tumore al colon, la terribile patologia con cui ha lottato l'attore James Van Der Beek

La notizia della scomparsa di James Van Der Beek, avvenuta nelle scorse ore a 49 anni dopo una battaglia contro un tumore al colon, ha scioccato milioni di fan dell'attore americano e riportato l'attenzione su una delle patologie più fatali e subdole esistenti. Il cancro del colon-retto nasce nei tessuti dell'intestino crasso, in particolare nel colon o nel retto, e rappresenta una delle neoplasie più frequenti nei Paesi industrializzati; esso si sviluppa a partire dalle cellule della mucosa che riveste internamente l'intestino, quando queste iniziano a proliferare in modo incontrollato. Nella maggior parte dei casi origina nel colon, più raramente nel retto, mentre le forme che interessano il piccolo intestino sono decisamente meno comuni. Esistono sintomi ben precisi che permettono di intercettarlo in tempo: ecco quali sono, come riportato da Airc.it.

Fattori di rischio

Il tumore del colon-retto è il risultato di una crescita anomala delle cellule epiteliali della mucosa intestinale e, nella maggior parte dei casi, si sviluppa a partire da polipi preesistenti. Non tutti i polipi evolvono in senso maligno, tuttavia quelli adenomatosi sono considerati lesioni precancerose e meritano particolare attenzione, soprattutto se di grandi dimensioni o multipli. Tra i principali fattori di rischio rientra l'alimentazione: diete ricche di grassi e proteine animali, oltre che povere di fibre, sono associate a una maggior probabilità di sviluppare la malattia. Al contrario un'alimentazione ricca di frutta, verdura e fibre sembra avere un effetto protettivo. Anche sovrappeso e obesità, spesso legati a stili di vita sedentari, incidono in modo rilevante. Non va poi trascurata la componente genetica: sindromi ereditarie come la poliposi adenomatosa familiare (FAP) e la sindrome di Lynch aumentano in modo significativo il rischio, con una probabilità del 50% di trasmettere l'alterazione genetica ai figli. Inoltre avere un parente di primo grado con tumore del colon o polipi intestinali raddoppia o triplica il rischio personale.

I sintomi da non ignorare

Nelle fasi iniziali il tumore del colon può essere silenzioso. I polipi, infatti, raramente provocano disturbi evidenti e spesso vengono scoperti casualmente durante esami di screening. Talvolta possono causare piccole perdite di sangue non visibili a occhio nudo, rilevabili solo con il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. In altri casi il sanguinamento può diventare evidente e manifestarsi con tracce ematiche nelle feci o vere e proprie emorragie rettali. I sintomi variano in base alla sede del tumore, alla sua estensione e all'eventuale presenza di ostruzioni; proprio per questa variabilità le manifestazioni possono essere confuse con disturbi intestinali comuni. Stanchezza persistente, perdita di appetito, anemia e dimagrimento inspiegabile sono alcuni segnali che spesso vengono sottovalutati, soprattutto nei soggetti più giovani. Anche un cambiamento delle abitudini intestinali, come stitichezza ostinata alternata a diarrea, può rappresentare un campanello d'allarme.


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Quando i disturbi cambiano

Con il progredire della malattia, però, i sintomi di tumore al colon-retto possono diventare più evidenti. La presenza di sangue nelle feci, dolori addominali ricorrenti, senso di incompleto svuotamento dopo l’evacuazione o una variazione marcata della forma delle feci meritano sempre un approfondimento medico. Proprio perché le manifestazioni iniziali possono essere vaghe e intermittenti, la prevenzione attraverso lo screening resta uno strumento fondamentale: il test del sangue occulto nelle feci e la colonscopia consentono di individuare lesioni precancerose o tumori in fase precoce, quando le possibilità di cura sono nettamente superiori.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.