Tumore al pancreas, il Professor Michele Reni spiega qual è il sintomo che potrebbe aiutare a diagnosticarlo precocemente

Tumore al pancreas: il sintomo precoce poco conosciuto che potrebbe aiutare a riconoscere uno dei mali più letali

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Il Professor Michele Reni ha svelato qual è il sintomo che potrebbe aiutare a riconoscere precocemente il tumore al pancreas

Il tumore al pancreas è considerato una delle patologie oncologiche più aggressive e con il più alto tasso di mortalità tra i tumori solidi. Nella maggior parte dei casi, infatti, la malattia viene individuata quando è già in fase avanzata, il che rende le terapie più complesse e meno efficaci. Negli ultimi giorni questa neoplasia è tornata al centro dell'attenzione anche per la scomparsa della celebre donna di spettacolo Enrica Bonaccorti, morta dopo una diagnosi arrivata pochi mesi prima. Secondo il Professor Michele Reni, primario delle Unità Operative di Oncologia e del Day Hospital Oncologico e Direttore del programma clinico del Pancreas Center dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, è possibile riconoscere questo tumore attraverso un sintomo ben preciso, come spiegato a FanPage.it.

Il segnale nascosto

Tra i segnali che meritano maggiore attenzione c'è la steatorrea, disturbo intestinale che spesso passa inosservato ma che può essere collegato a problemi del pancreas. Il Professor Reni spiega che si tratta di una forma di diarrea caratterizzata dalla presenza di grassi non digeriti nelle feci. Questo fenomeno si verifica quando il pancreas non riesce più a produrre correttamente gli enzimi digestivi necessari per scomporre e assorbire i grassi introdotti con l'alimentazione. Di conseguenza, queste sostanze attraversano l'intestino senza essere assimilate e vengono eliminate con le feci. Il risultato è una modifica evidente delle caratteristiche delle evacuazioni, che diventano più chiare e spesso assumono una consistenza diversa dal normale. Proprio perché non è un sintomo comunemente associato a una malattia grave, molte persone tendono a ignorarlo o a ricondurlo a problemi digestivi temporanei. In realtà, quando questo disturbo persiste, può rappresentare un serio campanello d'allarme che merita un approfondimento medico.

Altri sintomi possibili

Dal punto di vista pratico la steatorrea si manifesta con alcune caratteristiche abbastanza riconoscibili. Le feci tendono ad assumere un colore giallastro o molto chiaro, possono galleggiare nell'acqua del WC e spesso appaiono untuose o oleose al tatto. Questo accade perché i grassi non digeriti rendono il materiale fecale più leggero e difficile da eliminare. Con il tempo, inoltre, questo problema può essere accompagnato anche da una perdita di peso involontaria, dovuta proprio al mancato assorbimento dei nutrienti. Oltre a questo segnale il tumore al pancreas può manifestarsi con altri sintomi che però sono ancora meno specifici e quindi più difficili da collegare subito alla malattia. Tra i principali indicati dagli specialisti ci sono: dolore nella parte alta dell’addome (epigastralgia), dolore alla schiena o nella zona lombare;, comparsa di ittero, ovvero l'ingiallimento della pelle e degli occhi, perdita di peso non spiegata e problemi digestivi persistenti che potrebbero essere scambiati con gastrite.


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Cause e cure

Tra i più importanti fattori di tumore al pancreas figurano il fumo di sigaretta, l'obesità, il diabete di lunga durata, la pancreatite cronica e la presenza di casi familiari della malattia. Anche l’età avanzata rappresenta un elemento significativo, poiché la maggior parte delle diagnosi avviene dopo i 60 anni. La forma più frequente è l'adenocarcinoma duttale pancreatico, che nasce nei dotti che trasportano gli enzimi digestivi. Il trattamento, invece, dipende dallo stadio della malattia al momento della diagnosi. Quando il tumore viene individuato precocemente, e non si è ancora diffuso, l'intervento chirurgico rappresenta l'opzione terapeutica più efficace, spesso seguito da chemioterapia. Nei casi più avanzati si ricorre invece a combinazioni di farmaci chemioterapici per rallentare la progressione della malattia e migliorare la sopravvivenza. In ogni caso, negli ultimi anni la medicina ha fatto passi importanti nella lotta a questa patologia e gli scienziati continuano a lavorare ininterrottamente per limitarne sempre di più la pericolosità.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.