Tumore dell'esofago, attenzione a questi sintomi che compaiono inizialmente

Tumore all’esofago: sintomi iniziali, segnali da non sottovalutare, cause principali e cure oggi disponibili

Medico, immagine di repertorio. Fonte foto: pxhere.com
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Ecco come capire di avere un tumore all'esofago, i sintomi che si presentano fin dalla prima fase

Il tumore all'esofago è considerato una delle forme di cancro più pericolose e aggressive, soprattutto perché tende a manifestarsi quando la malattia è già in fase avanzata. Nelle prime fasi questa neoplasia può svilupparsi in modo silenzioso, senza sintomi evidenti o con disturbi facilmente confondibili con problemi benigni. Proprio per questo motivo è fondamentale prestare attenzione ad alcuni segnali che possono comparire gradualmente. Ecco quali sono i sintomi di tumore all'esofago che compaiono inizialmente, come riportato da Airc.it.

I primi sintomi

Il sintomo più frequente nelle fasi iniziali del tumore all'esofago è la disfagia, ovvero la difficoltà a deglutire. All'inizio il disturbo riguarda soprattutto i cibi solidi, che sembrano fermarsi lungo il percorso verso lo stomaco. Con il passare del tempo la difficoltà può estendersi anche ai liquidi, rendendo l'alimentazione sempre più problematica. Questa condizione porta spesso a una riduzione dell'assunzione di cibo e, di conseguenza, a una perdita di peso progressiva e non intenzionale. In alcuni casi il paziente avverte dolore o fastidio durante la deglutizione, segnale che non dovrebbe mai essere ignorato.

Segnali avanzati

Con la crescita della massa tumorale possono comparire disturbi più evidenti. Il cibo può ristagnare nell'esofago, il che provoca rigurgito o vomito precoce dopo i pasti. Se la lesione è ulcerata può verificarsi sanguinamento, talvolta non immediatamente visibile, che nel tempo può causare anemia e una marcata sensazione di stanchezza. La perdita di sangue può manifestarsi anche con feci scure, segno della digestione del sangue stesso. Nelle fasi più avanzate il coinvolgimento dei nervi può determinare un'alterazione del tono della voce o una raucedine persistente. Possono inoltre comparire tosse continua, dolori ossei o ingrossamento del fegato in presenza di metastasi.


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Cause, fattori di rischio e possibilità di cura

Il tumore all'esofago è legato a diversi fattori di rischio, alcuni modificabili e altri no. L'età avanzata e il sesso maschile aumentano la probabilità di sviluppare la malattia, anche se un ruolo centrale (in generale) è svolto da fumo e consumo di alcol, i quali moltiplicano il rischio soprattutto se associati. Anche sovrappeso, obesità, reflusso gastroesofageo cronico ed esofago di Barrett rappresentano condizioni predisponenti. Dal punto di vista terapeutico la cura dipende dallo stadio della malattia: nelle fasi iniziali si può ricorrere alla chirurgia o a trattamenti endoscopici meno invasivi. Nei casi più avanzati si utilizzano chemioterapia e radioterapia (spesso in combinazione). Oggi sono disponibili anche terapie mirate e immunoterapia, scelte in base alle caratteristiche molecolari del tumore. Quando la guarigione non è possibile, purtroppo, le cure palliative restano fondamentali per controllare i sintomi e preservare la qualità della vita.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.