Tumore dell'esofago, il dott. Rosati spiega come riconoscerlo dai sintomi e come si cura
Che cos'è il tumore dell'esofago; il dottor Rosati spiega quali sono cause e fattori di rischio, i sintomi iniziali e il trattamento
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Che cos'è il tumore dell'esofago
Come riportato da humanitas.it, il tumore esofageo rappresenta una forma di neoplasia che origina dalle cellule dell'epitelio, il tessuto che riveste internamente l'esofago, il tubicino attraverso il quale passano cibo e liquidi non ancora digeriti diretti verso lo stomaco. Non sono ben compresi i processi che provocano modifiche nel DNA delle cellule epiteliali esofagee, né come queste cellule crescano e si moltiplichino in modo controllato; le cellule cancerose possono invadere i tessuti circostanti l'esofago e diffondersi al altre parti del corpo. In base al tipo di cellule coinvolte, i tumori esofagei si classificano in:
– Adenocarcinoma esofageo: si sviluppa dalle ghiandole che secernono muco e che sostituiscono il normale epitelio esofageo. Questo tipo di tumore è più diffuso nella sezione dell'esofago adiacente allo stomaco;
– Carcinoma a cellule squamose: interessa le cellule del normale rivestimento dell'esofago. Si sviluppa principalmente nella parte intermedia del canale esofageo;
– Linfoma e sarcoma: rappresentano forte di tumore esofageo significativamente più rare.
Principali cause e fattori di rischio del tumore all'esofago
Come riporta il grupposandonato.it, il cancro dell'esofago non deriva da una sola causa, bensì è il risultato dell'interazione di vari fattori di rischio che si manifestano nel corso del tempo. Tra i più significativi ci sono il fumo di sigaretta e l'abuso di alcol, due componenti che, specialmente se combinati, aumentano di tanto le possibilità di sviluppare la grave patologia. Questi sono fattori ben conosciuti, ma ancora troppo prevalenti. Il professor Riccardo Rosati, primario dell’Unità Operativa di Chirurgia Gastroenterologica all’IRCCS Ospedale San Raffaele e ordinario di Chirurgia Generale all’Università Vita-Salute San Raffaele, spiega che un altro aspetto cruciale è la malattia da reflusso gastroesofageo, specialmente quando diventa cronica. Un'esposizione prolungata agli acidi dello stomaco può infatti causare un cambiamento nella mucosa esofagea, conosciuta come esofago di Barrett, considerata una condizione precancerosa.
In aggiunta a questi, ci sono altri fattori che aumentano il rischio complessivo, come:
– l'obesità;
– una dieta carente di frutta e verdura;
– l'età avanzata;
– il sesso maschile.
I sintomi iniziali del tumore all'esofago
Uno degli aspetti più difficili delle malattie esofagee è la loro capacità di progredire lentamente, manifestando segni iniziali che possono apparire poco chiari o facilmente scambiabili con problemi più comuni, come il reflusso gastroesofageo. Il sintomo più distintivo del cancro esofageo è la difficoltà a deglutire, ossia la sensazione che il cibo abbia difficoltà a scendere o si fermi durante l'ingestione. Nelle fasi iniziali, questo problema interessa in particolare i cibi solidi, ma col passare del tempo può coinvolgere anche i liquidi. Al sintomo, si possono aggiungere:
– dolore o bruciore nella zona dello sterno;
– una perdita di peso involontaria;
– rigurgito;
– una tosse persistente o voce rauca (in alcuni casi).
Lo specialista afferma che quando la difficoltà nel deglutire diventa sempre più evidente, è essenziale non rinviare gli esami, in quanto molte volte è proprio l'andamento del sintomo a dare un'importante indicazione clinica.
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Tumore dell'esofago: come si cura
Il trattamento del cancro all'esofago è attualmente sempre più caratterizzato da un approccio multidisciplinare e su misura. La chirurgia costituisce il fulcro della terapia, specialmente quando la patologia è localizzata. L'operazione, normalmente eseguita tramite tecniche poco invasive, come laparoscopia, toracoscopia o chirurgia robotica, comporta l'asportazione di una parte dell'esofago e della parte superiore dello stomaco, oltre ai linfonodi regionali. In seguito, lo stomaco rimasto viene rimodellato e utilizzato per ripristinare la continuità del sistema digestivo. Il dottor Rosati afferma che si tratta di una chirurgia complessa, ma che ha beneficiato di notevoli avanzamenti sia tecnologici che organizzativi. ùAggiunge che oggi, siamo in grado di proporre ai pazienti interventi meno invasivi e percorsi di recupero più celeri.
Nella maggioranza dei casi, l'operazione chirurgica è combinata con terapie oncologiche, quali chemioterapia, immunoterapia o radioterapia, con l'intento di migliorare l'efficacia complessiva del trattamento, soprattutto nei tumori in fase localmente avanzata.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico.
Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.